Ischia, “Festa a mare agli scogli di S. Anna”: da 83 anni una festa di mare, poesia e speranza
ISCHIA (NA) – La speranza vive nel grembo delle “madri” , nelle braccia dei marinai e nei sogni dei poeti. Parla e si colora di rosa la 83esima edizione della Festa a mare agli scogli di S. Anna che richiama ogni anno sull’Isola d’Ischia turisti che da ogni parte del mondo, giungono nel golfo di Napoli per assistere alla particolare festa.
Organizzata dal Comune di Ischia, la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna vede anche quest’anno un programma, ricco di ospiti e novità, e per la prima volta nella storia della Festa, la direzione artistica è affidata ad una donna. E dunque non è un caso se il tema principale di quest’anno sarà “la rinascita”, la festa è infatti dedicata alle donne, alle partorienti, come voluto dal direttore artistico Mariagrazia Nicotra, scenografa e costumista ischitana che vanta un curriculum d’eccezione con la partecipazione ad eventi nazionali e internazionali, dove ha vestito personaggi del calibro di Lina Sastri e Vanessa Gravina.
La nascita, la speranza oltre il tempo. In un’isola il tempo è vita. Il tempo scandisce la vita. Il tempo che gioca con gli elementi e lascia sulle rive gioielli di forme diverse. Aria, Terra, Fuoco, Acqua. Storie e leggende, viaggi negli elementi, passaggi di tempo. L’isola allora cos’è? Isola potrebbe essere una clessidra misteriosa, di mille colori, di sottile argento nelle mani delicate di chi la ama…Di chi rispetta la sua storia, di chi la culla, di chi la guarda con gli occhi curiosi di un bambino…. Di un poeta. Il tempo è attesa. E se è “attesa” si trasforma in azione. Diviene “nascita”, rinascita… Speranza, si legge nella motivazione del Palio, il cui disegno è ispirato all’Opera del maestro Francesco Mattera e che raffigura S.Anna incinta di Maria.
E di speranza si è nutrita nel corso degli anni la antichissima celebrazione ischitana in onore di S. Anna. La festa che muove da precedenti riti propiziatori che si davano come “scadenze di cicli naturali” si è fusa con la ricorrenza cattolica di Sant´Anna, protettrice delle partorienti. Si narra infatti nella storia dell’isola a cura di D’Ambra, che il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige di Sant’Anna, madre della Vergine Maria, effige presente e venerata tutt’ora in una cappellina che sorge sul mare della baia di Cartaromana. Le donne erano accompagnate da un corteo di barche di pescatori, addobbate per l’occasione con frasche e ghirlande di fiori. Ancor oggi in una piccola processione di barche si giunge da mare per celebrare Messa nella piccola ma preziosa chiesetta.
Nel lontano 1932 fu istituito un premio per la barca più bella, alle barche vennero sostituite le zattere con addobbi originali e sorprendenti. Da allora la festa è diventata nel corso del tempo una grande e festosa processione a mare con la sfilata di carri allegorici galleggianti che vengono valutati da una giuria che ogni anno vede ospiti prestigiosi. Una festa dal fascino particolare, unico al mondo, che si avvale dello spettacolo naturale offerto dallo splendido specchio d’acqua della baia di Cartaromana, dove si erge, simbolo di Ischia nel mondo, il maestoso castello aragonese che al termine della serata incanta, i circa 70 mila spettatori assiepati sugli scogli e sui gozzi che fanno da cornice alla manifestazione, con l’incendio e lo spettacolare mostrarsi dei giochi pirotecnici.
Appuntamento dunque per i fortunati a domani, domenica 26 Luglio, dove in occasione dell’83esima edizione, il mare diventa una vera e propria passerella con la sfilata delle barche allegoriche delle associazioni Actus Tragicus, L’Isola dei Misteri, Largo dei Naviganti e Pro Casamicciola.
Alle barche sono stati affidati quattro temi: aria, fuoco, acqua e terra, temi più che mai adatti per una baia unica al mondo che conserva, prima colonia greca del mar mediterraneo, i resti sottomarini dell’antica Aenaria colonia romana tra I sec. a.C. e IV sec. d.C. il cui nome ricorda la fiorente attività metallurgica impiantatosi sulla ormai finita Pithekoussai greca.
“La speranza vive nel grembo delle “madri” nelle braccia dei marinai e nei sogni dei poeti. La speranza è “fuoco” che arde è “terra” che rassicura è “acqua” che bagna la vita è “aria” che vola sulla nostra testa.”
Luisa Loredana Vercillo


Commenta