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Le due ragazze: “Scusateci, basta Siria”. Vanessa arrivata a casa: “Grazie a tutti”

ragazze_siria_casaPoche ma sentite parole di ringraziamento e di scuse. “Ci scusiamo con voi famiglie e con tutta l’Italia. Non torneremo mai più in Siria”. Così a La Repubblica Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie rapite nel Paese mediorientale e rilasciate dopo lunghe trattative, al loro arrivo a Roma. Le due ragazze sono state ascoltate dai magistrati ai quali hanno confermato che sono state rapite per soldi.

“Eravamo andate in Siria per aiutare i bambini, abbiamo sbagliato a organizzare il viaggio in quel modo”, hanno ammesso circondate dai genitori e dai parenti.

“Vi abbiamo rapite per soldi” – “Sono stati 5 mesi difficili, ma non abbiamo mai subito abusi e violenze – hanno detto -. Siamo state tenute in più prigioni, i carcerieri avevano sempre il volto coperto”.

Agli inquirenti che indagano sul loro sequestro, come di prassi, hanno raccontato che sono state tenute in varie prigioni nella zona a nord della Siria. “I carcerieri erano sempre a volto coperto. Qualche volta c’erano anche donne. Siamo sempre state insieme”. Greta e Vanessa hanno confermato di aver subito un trattamento duro, ma tollerabile. Non conoscono la sorte di padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato in Siria nel 2013.

Due paesi in festa – Le polemiche sul presunto pagamento del riscatto non hanno toccato però le due comunità di origine delle ragazze. “Nessuna polemica, solo gioia”, hanno spiegato a Gavirate, nel Varesotto e a Brembate, nel Bergamasco. Per dirla con il parroco di Brembate, Cesare Passera, “questo è solo il momento dell’abbraccio. Meglio un giovane generoso che rischia, anche se con ingenuità – ha aggiunto -, di uno indifferente, o peggio, individualista”. Con il sindaco, Mario Doneda, ha realizzato due striscioni che ora campeggiano agli ingressi del paese con scritto semplicemente “Vanessa e Greta bentornate”.

Il ritorno a casa di Vanessa – Le due ragazze da Roma sono arrivate a casa: Verdello (Bergamo) per Vanessa, Gavirate (Varese) per Greta. Vanessa è arrivata nel suo paese a bordo di un’automobile ed è subito entrata nella sua casa protetta dai familiari. Ai giornalisti che l’aspettavano ha detto di essere contenta di essere ritornata e, visibilmente affaticata, affacciandosi alla porta, ha ringraziato tutti.

Il papà: “Vanessa non ha nulla di cui scusarsi” – Salvatore Marzullo, il padre di Vanessa, ha dichiarato che sua figlia “non ci ha chiesto scusa, perché non c’era nulla per cui chiedere scusa”. E ha poi aggiunto: “Nonostante la stanchezza l’ho trovata bene. Ha fatto una cosa pericolosa, ma non sbagliata. Adesso vogliamo qualche giorno di serenità”.

(da Tgcom24)

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