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Disturbi stagionali: quando rivolgersi al medico e quando accedere all’autocura

Quando ha l’influenza, il 60% degli italiani si cura da solo. Lo dicono i risultati di un sondaggio condotto per conto dell’Anifa, l’Agenzia nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione. Tra le scelte delle cure fai da te, ci sono i farmaci da banco (quelli, cioè acquistabili senza prescrizione medica), ma anche i vecchi rimedi della nonna, utilizzati dal 30% degli intervistati.

Gennaio, Febbraio e Marzo sono i mesi in cui l’automedicazione aumenta, segno tangibile dell’aumento dei malanni di stagione. Tra questi la temuta influenza, ma anche varie forme parainfluenzali non causate dai ceppi virali isolati annualmente. I sintomi sono simili a quelli degli altri mali di stagione, ma alcuni particolari permettono di distinguere l’influenza vera e propria dai disturbi causati da altri virus stagionali. In caso di vera e propria influenza la febbre è alta (sopra i 38° C) e compare improvvisamente, accompagnata sempre da almeno un sintomo respiratorio (raffreddore, tosse) e da una sensazione di stanchezza e malessere generale.

Spesso questi sintomi sono da contorno a dolori articolari e muscolari, mal di gola e cefalea. Tra gli errori più comuni da evitare, quando si parla di influenza o anche di parainfluenza, c’è quello di assumere gli antibiotici, usati inutilmente dal 34% degli italiani, secondo il sondaggio Anifa. Una scelta sbagliata per sé stessi e per la comunità. Gli antibiotici infatti, essendo attivi solo contro i batteri, non producono alcun effetto nella cura delle sindromi virali; in più l’utilizzo incontrollato degli stessi determina in maniera esponenziale il rischio di resistenza batterica: i batteri, cioè non reagiscono più a molti di questi farmaci, col rischio comune che molti ceppi batterici non potranno più esser debellati fino alla scoperta di nuove molecole antibiotiche più potenti ed efficaci.

Sindromi influenzali e parainfluenzali hanno la durata variabile di 3-5 giorni. Il nostro organismo reagisce col proprio sistema immunitario che debella la carica virale. In questi casi, per alleviare il sintomo, è utile l’utilizzo di alcuni farmaci sintomatici quali antinfiammatori, analgesici, antipiretici, decongestionanti, mucolitici e antitussivi, facilmente acquistabili senza prescrizione e dietro prezioso consiglio del farmacista. Solo nel caso in cui i sintomi non dovessero migliorare o peggio ancora aggravare è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che nella stragrande maggioranza dei casi constaterà una infezione o una sovra infezione batterica, decidendo dunque la prescrizione della molecola antibiotica più appropriata caso per caso.

Anche la medicina naturale, fitoterapica ed omeopatica ha una buona fetta di successo nella cura sintomatica delle malattie stagionali: gli italiani preferiscono l’aglio e la propoli, quali antibatterico e antinfiammatorio naturali. Ancora, l’Oscillococcinum e la Belladonna, quali preventivo sintomatico e antipiretico appartenenti al gruppo degli omeopatici.

E i rimedi della nonna? Ancora molto utilizzati, come già detto, ma è bene riconoscere quali di questi possono esser davvero utili per combattere i malanni di stagione: bere il latte caldo, ad esempio, può esser utile vista la temporanea sensazione di benessere. Ma bisogna evitare gli eccessi, dato che le proteine del latte favoriscono la produzione di muco, potendo causare, alla lunga, un peggioramento dei sintomi. Ottimo il miele, invece, quale lenitivo per la tosse secca e la sensazione di bruciore faringea, così come anche i brodini di pollo ricchi di proteine che facilitano la ricostruzione delle cellule danneggiate dalla malattia durante la quale è sovente l’inappetenza che rende difficile l’ingestione di una sana fetta di carne arrosto. Chi può dimenticare, poi, la succosa spremuta d’arancia? Ricca di vitamina C, aiuta ad energizzare l’organismo e a difenderlo da eventuali attacchi da sovra infezione.

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