Aperta nella Diocesi di Lamezia la Porta Santa. Il vescovo: “Il Giubileo porti la luce in questa città”

apetrura_porta_santa_lamezia_terme_2015_07LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Una leggera brezza aleggia su corso Numistrano, sotto un cielo azzurro meraviglioso. Le note del coro, i tantissimi fedeli, tra grandi e piccini, i volontari, le forze dell’ordine, tutti in atteggiamento di attesa per l’apertura della Porta della Misericordia.

Quella misericordia tanto declamata e poco applicata nella nostra vita, troppo attratta da quel quotidiano frenetico e grigio che non ci fa vedere con gli occhi di Dio. Ed oggi, nella terza domenica di Avvento, anche festa di S. Lucia, la santa della vista, chiediamo di vedere la luce.

Alla solenne concelebrazione, iniziata alle 10.30 in punto, ha partecipato il vescovo emerito mons. Vincenzo Rimedio, il pastore evangelico Ranieri Van Gent e il rappresentante della comunità Ortodossa Rumena Padre Costantino Cornis.

“La gioia grida dentro i nostri cuori” così ha esordito mons. Luigi Cantafora nel pronunciare la sua omelia. Dopo i saluti alle istituzioni presenti, alle autorità civili e militari, e a tutti i volontari che con il loro servizio hanno reso possibile lo svolgimento della giornata, il vescovo, ricordando le parole di Papa Francesco ha detto “che Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia. Questa è la gioia del Giubileo, il perdono di Dio, l’unico capace di riammetterci nella gloria di Dio. La gioia che celebriamo oggi non è soltanto la nostra gioia, è innanzitutto la gioia di Dio che attende e accoglie i suoi figli”.

“Non priviamo Dio di questa gioia, lasciamoci afferrare dal suo amore grande. L’Anno Santo sia l’anno della grazia, del perdono e della liberazione. Ci doni un cuore misericordioso che si curvi verso i miseri”.

E poi uno sguardo alla città: “Lamezia di quanta luce hai bisogno? Il Giubileo porti luce in questa citta. Non maltrattatate, non estorcete niente a nessuno. Corruzione, compromissione con la mafia, sfruttamento dei lavoratori, malaffare: è in questo che speriamo di raccogliere frutti sinceri in questo Anno Santo”.

Avviandosi alla conclusione, mons. Cantafora ha ricordato che “non solo gioia per la misericordia ricevuta ma anche quella testimoniata e offerta. Testimoniare misericordia nella famiglia, con gli altri, nella città, verso coloro che non contano, verso lo scarto di questa città. Affidiamoci alla Vergine Maria, Dipodi e Conflenti saranno chiese giubilari”.

Al termine della concelebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato tutti i sacerdoti della diocesi, dall’altare è partita la processione con la Croce adornata, i ministranti, l’Evangeliario, i canonici, i sacerdoti parroci accompagnati dai quattro laici della propria parrocchia, i sacerdoti non parroci, i diaconi, le autorità civili e militari.

Giunti sul sagrato, il Vescovo ha recitato il responsorio ed ha aperto la Porta Santa. Dopo una breve venerazione della Porta, il presule è entrato in Cattedrale e dopo di lui tutto il popolo di Dio.

Nel pomeriggio saranno aperte le porte sante delle due chiese giubilari diocesane: quella di Dipodi e quella di Conflenti.

Candida Maione

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