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Inagurata la mostra “Concattedrale San Benedetto”. Mons. Galantino: “riscoprire il senso delle cose belle e delicate attraverso le Chiese”

imageLAMEZIA TERME ((CZ) – “Le Chiese aiutino coloro che vi entrano a riscoprire il senso delle cose belle e delicate che tante volte facciamo fatica a intercettare e voi architetti siete diaconi della bellezza, chiamati a coniugare il bello e il buono e la verità”. Così il Vescovo di Cassano alla Ionio e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana Mons. Nunzio Galantino, intervenuto questa mattina a Lamezia Terme all’inaugurazione della mostra Concattedrale San Benedetto, che fino al prossimo 1 giugno esporrà nel Chiostro San Domenico gli ottantotto progetti presentati per la realizzazione del complesso inter-parrocchiale di Località Maddamme.
Il nuovo edificio sorgerà nel terreno donato dal Comune alla Diocesi nel giorno della visita di Benedetto XVI il 9 ottobre 2011.
Galantino, esprimendo soddisfazione per il progetto realizzato dalla Diocesi lametina, ha evidenziato il ruolo svolto dalla Cei nella costruzione delle Chiese “che non è semplicemente quello di ente erogatore, ma di servizio alle Chiese locali perché il bello e il gusto architettonico non siano fini a se stessi, ma aiutino a riscoprire le cose delicate e profonde che esistono e al tempo stesso aprano alla contemplazione della Bellezza che è Dio”.
Riguardo all’inaugurazione della nuova concattedrale dedicata a San Benedetto, il santo del motto “ora et labora”, Mons. Galantino ha auspicato che “la terra di Calabria risolva con le sue forze il dramma della mancanza di lavoro che priva le persone della loro dignità”.
A margine dell’incontro, Mons. Galantino ha parlato della prossima visita di Papa Francesco a Cassano allo Ionio: “non basta una visita del Papa per salvare la Calabria, è un momento che deve sollecitarci a mettere insieme le energie per costruire il futuro di questa terra che sarà quello che i Calabresi costruiranno con le loro mani”. Proprio oggi – ha aggiunto ancora Galantino – “partiranno a Saracena le tappe di evangelizzazione attraverso cui associazioni, movimenti e sacerdoti, tra animazione e preghiera, avvicineranno la gente per “chiedere scusa”, proprio come il Santo Padre verrà a fare a giugno”.
88 i progetti presentati per bando indetto dalla Diocesi di Lamezia Terme per la realizzazione del complesso inter-parrocchiale raccolti nel libro “Una Chiesa nuova per una nuova città” curato da Andrea Adelchi Ottaviano, Francesco Stella e Don Roberto Tomaino.
Nel presentare il volume – che vede la prefazione dello stesso Mons. Galantino – Don Roberto Tomaino ha evidenziato che “filo conduttore di tutti i progetti presentati è quello di una Chiesa grande, non di una grande Chiesa, una famiglia aperta in grado di accogliere tutti a cominciare dai peccatori”.
Il progetto vincitore porta la firma dell’architetto Paolo Portoghesi che, illustrando le linee generali della realizzazione, ha sottolineato la volontà di “comunicare attraverso la struttura della Concattedrale un messaggio di unità per la comunità lametina e di dialogo tra la comunità religiosa e quella civile, come risalta già nella vicinanza tra il nuovo edificio religioso e la sede del comune”. Portoghesi ha inoltre annunciato che metterà a disposizione del Comune il disegno per la realizzazione di una nuova piazza che dovrebbe sorgere in prossimità della Concattedrale. Oltre al progetto vincitore, sono stati premiati il secondo e terzo classificato, l’architetto Giuliano Sammartino e l’architetto Sergio Cimbalo.
All’incontro hanno preso parte il Sindaco Gianni Speranza che ha parlato di “una giornata importante per la città che raccoglie i frutti di una collaborazione umile tra la chiesa lametina e il comune” e il Presidente dell’Ordine Nazionale degli architetti Giuseppe Macrì.
“Con la costruzione di una nuova concattedrale vogliamo favorire il percorso di unificazione civile e spirituale del nostro comprensorio” ha detto Mons. Cantafora ringraziando il Sindaco Gianni Speranza per il dono del terreno e tutti i professionisti e gli artisti che hanno collaborato alla realizzazione di un progetto “che vuole essere veicolo di unità per la nostra comunità, una città unita che condivide uno stesso progetto”.

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