Mons. Cantafora ha celebrato la Domenica delle Palme: "nella Passione di Cristo vile scambio della dignità umana" | Lamezia ClickLamezia Click

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Mons. Cantafora ha celebrato la Domenica delle Palme: “nella Passione di Cristo vile scambio della dignità umana”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Il Figlio di Dio “svenduto” per trenta denari, emblema di tutte quelle volte in cui la dignità umana viene mercificata, barattata con il denaro. L’invidia, l’accanimento contro chi come Gesù annunciava la Verità, “parole scomode” per gente chiusa nelle proprie convinzioni. E ancora oggi, in una società tutta orientata alla ricerca del carrierismo del consenso, il Figlio di Dio “si svuota”, si consegna nelle mani degli uomini e offre la propria vita per amore.
E’ il messaggio del Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora che questa mattina, con la Benedizione delle Palme, ha aperto i riti della Settimana Santa della chiesa lametina.

Nell’omelia, il Vescovo, partendo dalla domanda fatta da Giuda Iscariota ai sommi sacerdoti “Quanto volete perché ve io lo consegni”, ha messo in evidenza come di fronte alla Passione, di Cristo “assistiamo al vile scambio della dignità umana per denaro”, all’ invidia di chi “vuole togliere di mezzo la voce della verità, perché scomoda”.

Se Giuda pensa di vendere Gesù “a un prezzo inferiore a quello di uno schiavo”, è Gesù stesso – ha proseguito il Vescovo – che “si consegna volontariamente nelle mani degli uomini, manifesta la sua immensa volontà d’amore nel donarsi, nell’offrirsi ancora per noi, nell’amarci”.

Il presule ha posto l’accento sull’attualità del messaggio della Passione di Cristo, in una società in cui “mentre noi investiamo tante energie nella vita per acquisire posizioni di prestigio, ruoli, posizioni di successo e cerchiamo in tutti i modi, consensi e approvazione, il Figlio di Dio si svuota si annichilisce per amore.”.

“Quanta stoltezza nell’animo umano, quanta caparbietà, ostinazione e durezza di cuore”, ha affermato il Vescovo riferendosi al comportamento delle folle osannanti che pochi giorni dopo avrebbero gridato per la sua crocifissione.

“Dio si è consegnato a noi una volta per tutte, ma ogni volta che noi ci accostiamo all’Eucarestia, Egli consegna il proprio corpo nelle nostre mani” ha esortato Mons. Cantafora invitando i fedeli ad “accostarsi al trono della grazia, che è il legno della croce” affinché “questi giorni santi ci trovino preparati per una vera conversione di vita”

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