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Che cosa vieta alla città di Lamezia Terme di crescere e svilupparsi. I centri storici di Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia

Continua l’iniziativa tesa ad evidenziare le opportunità di sviluppo e crescita della città. Oggi parliamo dei tre centri storici di Lamezia, emergenze architettoniche che poco hanno da invidiare ai ben più noti Borghi d’Italia. 

Di questo ne sono convinto, come testimoniano i diversi post pubblicati nel mio blog. Perché?
Perché Lamezia non è una città bensì una naturale conurbazione di tre centri, Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia. I quali hanno una vocazione differente tra di loro ed una rete di trasporto inesistente (ma questa è un’altra nota dolente, il cui approfondimento troverà spazio nei prossimi appuntamenti).

Ognuno di questi ambiti (urbani) ha la sua storia, il suo elemento riconoscitivo, il suo centro storico. Avete fatto mai caso, con attenzione però, alla bellezza dei nostri piccoli borghi? A tratti catturano l’attenzione e fanno restare senza fiato, per la bellezza intendo. Ma lo sconforto nel vedere il totale abbandono prende subito il sopravvento. 

Prendiamo ad esempio il centro storico di Nicastro. L’architettura ed il sistema viabilistico mi fanno ricordare i borghi della Liguria, dove vivo (a metà tempo). I ruderi del castello, una fortuna incommensurabile se paragonato ad altro esempi italiani. 
Senza tralasciare Sambiase, il cui centro storico ricorda i vecchi paesini del centro-nord Italia, Marche, Umbria e Molise sono le regioni a cui possiamo ispirarci. 
E Sant’Eufemia? Avete fatto mai caso al suo centro storico? Il disegno architettonico ricorda i borghi realizzati nel ventennio fascista, oggi comuni che vivono di turismo per l’enorme flusso di visitatori a cui assistono ogni anno. 

Vi racconto una breve storia. Varese Ligure, piccolo Comune in provincia di La Spezia (vi consiglio di visitarlo qualora decideste di fare una vacanza alle Cinque Terre), era nello stato di abbandono ed in condizioni di sprawl urbano. A fine anni ‘90 il comune avvia la sua trasformazione puntando tutto sul cambiamento. 

Varese Ligure, negli anni, risulta il primo comune in Europa che ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001, rilasciata dal Registro navale italiano, e la registrazione EMAS da parte del Comitato Ecolabel-Ecoaudit in tema di efficienza ambientale, ovvero assenza di agenti inquinanti come l’ossido di carbonio, inquinamento acustico ed elettromagnetico. Hanno garantito la qualità dei servizi urbani come la gestione dei rifiuti, il trattamento delle acque, i servizi alle imprese, i trasporti, la tutela del paesaggio, ed hanno riconosciuto la valenza turistica del territorio. 

Varese Ligure diventa un caso di studio internazionale per la relazione fra l’occupazione e gli investimenti nell’ambiente. Legambiente  assegna al comune la palma di comune più ecologico d’Italia. Nel 2004 riceve il premio per la comunità rurale più sostenibile d’Europa. Oggi il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e insignito, dal 2006, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano. 

Come ha ottenuto questo successo? Programmando, pianificando e progettando interventi finanziati e non, con l’aiuto della Commissione Europea e dei privati. Chiudo il post sempre con lo stesso messaggio. 

Mi auguro che prima la Commissione e dopo il prossimo governo cittadino non facciano più errori e prendano esempio, perché no, anche dai più bravi. La città ha queste fortune ma i cittadini non lo sono (fortunati). 

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MARCO FOTI
Marco Foti, pugliese di origini, ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato, presso l’Università Mediterranea, in ingegneria civile, indirizzo trasporti.
Ha iniziato la propria attività professionale presso l’ateneo di Reggio Calabria in parallelo alla libera professione nel settore dell’ingegneria civile e dei lavori pubblici.

Vive in Liguria dove è Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Esperto di pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto e dei servizi di logistica, è stato membro della Commissione Trasporti dell’Ordine di appartenenza ed è stato selezionato tra gli esperti di riferimento per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il periodo 2011-2012 e 2016-2017.

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