Per i lavori sul Gianni Renda l'amministrazione attende l'ok della Cassa Depositi e Prestiti | Lamezia ClickLamezia Click

Lamezia Click Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Per i lavori sul Gianni Renda l’amministrazione attende l’ok della Cassa Depositi e Prestiti

imageLAMEZIA TERME (CZ) – L’iter per ottenere il mutuo dalla cassa depositi e prestiti è già avviato e, solo una volta ottenuto il via libera alla rimodulazione, si potrà partire con la gara d’appalto per realizzare il campo in erba sintetica e gli altri lavori previsti dal progetto di ristrutturazione dello stadio “Gianni Renda”. Non si sbilancia sui tempi l’Assessore ai Lavori Pubblici Rosario Piccioni che questa sera ha incontrato la società “Sambiase Calcio” e il Comitato “Noi vogliamo il Gianni Renda” per fare il punto sui lavori previsti sulla struttura sportiva di Savutano, a due mesi dalla delibera comunale che ha dato il disco verde al progetto definitivo per un importo complessivo di 600mila euro.
Rispetto all’annuncio di due anni fa “la spesa per i lavori sul Gianni Renda non sarà ripartita a metà tra Regione e Comune”, precisa subito l’assessore spiegando che i 300 mila euro di finanziamento annunciati dall’amministrazione regionale in realtà sono un rimborso di 15mila euro all’anno per 20 anni per coprire un parte del mutuo di 600mila euro tutto a carico esclusivamente del comune lametino. Cifra – quella che il comune dovrà pagare – che supererà i 300 mila euro, per via degli interessi legati al mutuo.
In una fase in cui il comune non può contrarre nuovi mutui – spiega Piccioni – “la strada scelta dall’amministrazione è stata quella di chiedere alla cassa depositi e prestiti la rimodulazione, vale a dire spostare le economie di un mutuo già contratto per un’altra opera sui lavori per il Gianni Renda”.
I 600mila euro previsti per ammodernare la struttura sportiva del Sambiase, si legge nel testo della delibera, saranno reperiti per 577.235,24 euro utilizzando le somme disponibili sul mutuo pos. 4536607; per 20.856,36 euro con fondi disponibili sul capitolo 3995 del bilancio 2009 in conto residui; per 1899 mila euro con fondi disponibili sul capitolo 3233/1 del bilancio 2007 in conto residui.
Una volta ottenuto l’ok dalla Cassa Depositi e prestiti si procederà alla gara che – annuncia l’esponente della giunta Speranza – “prevederà, oltre all’erba sintetica di ultima generazione, la pavimentazioni antisdrucciolo e altri lavori che si potranno realizzare da eventuali economie”.
“I lavori sul Renda si faranno, la delibera approvata a marzo non è un atto di indirizzo ma un progetto concreto che l’amministrazione vuole realizzare” aggiunge Piccioni che non cede a tentazioni elettorali e non dà assicurazioni sui tempi dei lavori assicurando che oltre ogni bega di quartiere Nicastro – Sambiase “i soldi previsti per il Gianni Renda non saranno spostati sul D’Ippolito per via della promozione della Vigor in C unica”.
Durante l’ incontro, a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente dell’Asd Sambiase Calcio Antonio Caroleo e il presidente della commissione consiliare Sergio Servidone, non sono mancate critiche all’amministrazione legate più che altro alla storica diatriba tra i due ex comuni.
Critiche più “solide” non sono state risparmiate da Piccioni alla Regione che “ha destinato 100 milioni di fondi del Cipe a tutte le strutture sportive calabresi trascurando la terza città della Calabria e ha indirizzato 5milioni per la ristrutturazione dello stadio Ceravolo di Catanzaro quando sarebbe bastato un solo milione per compiere lavori importanti sulle strutture sportive lametine”
Annunciano di stare con il “fiato sul collo” dell’amministrazione Francesco Guadagnuolo dell’Asd Sambiase Calcio e Antonio Mazzei del Comitato “Salviamo il Gianni Renda”, che hanno ribadito il valore dello stadio Renda per i tifosi del Sambiase e chiesto all’amministrazione tempi certi e garanzie che il sogno dei tifosi sambiasini possa realizzarsi al più presto.

Salvatore D’Elia

Commenta