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Discussa vertenza Infocontact in consiglio comunale congiunto

imageLAMEZIA TERME (CZ) – È iniziato con un minuto di silenzio in memoria della giovane donna, team leader di Infocontact, deceduta ieri in un incidente stradale, il consiglio comunale odierno.

Un consiglio comunale simbolico che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei comuni di Rende, San Pietro a Maida, Filadelfia, Soveria Mannelli, Martirano Lombardo e Celico. In contemporanea a Roma, dinnanzi la sede del MISE, si è svolta una protesta per i 30 dipendenti Infocontact che, a causa del mancato rinnovo della commessa outbound di Poste Mobile, rischiano di perdere il lavoro.

Ad aprire le danze è stato il presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, Francesco Grandinetti, il quale ha messo in evidenza la comune volontà “di fare qualcosa di più concreto” spiegando come “al contempo a Roma si sta tenendo un tavolo di crisi per la vertenza Infocontact”. Grandinetti ha poi dichiarato che “non possiamo essere trattati come zona di serie B nel sud e nell’Italia in generale. L’incontro di quest’oggi è simbolico ed è a favore di tutta la disoccupazione che riguarda la nostra regione. Più di questo non riusciamo a fare”. Prima di concludere ha detto che tra gli invitati vi erano anche gli onorevoli Galati, Lo Moro, il presidente del consiglio provinciale Enzo Bruno e quello del consiglio regionale Scalzo, assenti perché impegnati.

La parola è stata data poi ai sindaci presenti. “Noi chiediamo che la vertenza Infocontact venga assunta come vertenza di portata nazionale per la quantità di dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro. Chiediamo altresì che il governo faccia leva sugli imprenditori in modo tale che attraverso le commesse si possa dare vita ad uno scenario differente per gli assetti delle aziende. Non deve vincere la debolezza e la lamentela ma dobbiamo tenere duro e continuare a lottare”. Lo ha detto il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza in seguito al quale ha preso la parola il primo cittadino di Rende, Manna. Quest’ultimo ha espresso la “massima vicinanza all’attuale problematica” ed evidenziato l’esigenza di “progettare un nuovo modo per affrontare la problematica del lavoro che deve essere mantenuto e per la progettualità del nuovo lavoro, perché la nostra terra ha troppi disoccupati. Non bisogna affrontare il problema solo quando vi è un tavolo di crisi ma facciamo sì che venga affrontato quotidianamente”.

Il sindaco di San Pietro a Maida, Putame, ha lamentato che “in tutti questi anni è mancato il controllo. È facile accedere ai finanziamenti pubblici per poi lasciare in mezzo ad una strada i lavoratori. Diciamo basta a questo tipo di investimenti che creano solo una falsa illusione”.

Per il sindaco di Filadelfia, Denisi, si tratta di “un qualcosa di catastrofico che riguarda i rapporti finanziari tra Wind e l’azienda”, mentre il primo cittadino di Soveria Mannelli, Pascuzzi, “è una situazione che sta per precipitare. Se i 1800 dipendenti Infocontact dovessero perdere il lavoro finiremo in una situazione irreparabile”.
Il vicesindaco di Martirano Lombardo, Lanzo, ha affermato che “bisogna prendere in considerazione questa situazione e ascoltare tutti gli amministratori locali anche se queste situazioni non devono avere solo un’attenzione di tipo regionale”.
Il sindaco di Celico, Falcone ha affermato “siamo qui per lottare e dare voce alla nostra disperazione. Dobbiamo credere in quello che facciamo perché se ci crediamo noi ci crede anche chi ci governa”.
Domenico Zaffina, in rappresentanza dei lavoratori Infocontact, ha preso la parola ringraziando per la convocazione del consiglio e per la sensibilità dimostrata. “Quello che stiamo vivendo da dicembre 2013 è un incubo senza fine. Per le varie tipologie di contratto previste in seguito alla crisi dell’azienda non raggiungiamo i 1000 euro al mese. Eravamo una realtà produttiva che fatturava 42 mln di euro all’anno, gestita male dalla precedente amministrazione che ha generato un debito ingente. Ci è stato proposto il contratto di solidarietà ma a distanza di un anno non abbiamo ricevuto alcun contributo di solidarietà. La terna commissariale sta lavorando per salvare ciò che di buono rimane. La politica tutta deve intervenire, bisogna creare – ha concluso – norme certe in modo tale che le multinazionali non vadano via”.

In seguito agli interventi di alcuni consiglieri comunali si è proceduto con l’approvazione del documento che “esprime solidarietà ai quasi 2000 lavoratori calabresi”. Il documento sottolinea anche come il licenziamento o la chiusura di Infocontact potrebbe avere ricadute sull’indotto dell’intero territorio, nel documento viene proposto altresì che venga messa in atto una progettualità a sostegno del diritto al lavoro e che i vari sindaci, in sinergia con la regione, intraprendano “tutte le azioni necessarie a far giungere la voce dei calabresi presso il governo nazionale e i ministeri competenti”.
La proposta del documento è anche quella di istituire un tavolo permanente che affronti in generale il problema occupazionale della nostra regione. Il documento è stato approvato all’unanimità per alzata di mano.

Denise Di Matteo

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