T. Benincasa: "La Cultura è un bene primario come l'acqua. A Lamezia, il Museo Archeologico rischia l'oblio" | Lamezia ClickLamezia Click

Lamezia Click Quotidiano Online. Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

T. Benincasa: “La Cultura è un bene primario come l’acqua. A Lamezia, il Museo Archeologico rischia l’oblio”

teresa_benincasaLAMEZIA TERME (CZ) – “La Cultura è un bene primario come l’acqua. A Lamezia, il Museo Archeologico rischia l’oblio. Se il Comune lo capisce in tempo, può aiutare il Liceo ad ottenere l’indirizzo artistico, può incoraggiare investimenti e aiutare i giovani a trovare un’occupazione senza fare le valigie. Il governo sta provvedendo a riportare lo studio dell’arte come materia fondamentale nei Licei, riconoscendo a Giotto il valore che ha Dante per la Letteratura. A Lamezia Terme, invece, il patrimonio culturale e artistico rischia l’oblio rischiando di lasciare a novelli tombaroli il frutto dell’impegno professionale e carico di umanità di studiosi e professionisti inascoltati”.

Così Teresa Benincasa, consigliere comunale e Presidente IV Commissione. “Basta pensare a come è tenuto il patrimonio di affreschi di Giorgio Pinna; a come è sottodimensionata la gestione del Patrimonio librario e i manoscritti del filosofo Tommaso Campanella, nella Casa del Libro Antico e della Biblioteca Comunale, il Museo Archeologico, l’Abbazia di Sant’Eufemia. Per non parlare degli scantinati del Palazzo Comunale dove giacciono gli atti che potrebbero costituire una sezione sulla Grande Guerra, e la storia locale dei tre comuni, e non parliamo dell’immobile comunale privo di custodia dove sono costretti settecento cassetti colmi di reperti archeologici che aspettano di essere ripuliti da mano esperte e volenterose. Eppure si tratta di fare funzionare formule già sperimentate.

Un caso – aggiunge Benincasa – è rappresentato dall’Associazione Archeologica, capitanata dall’energica Vincenzina Purri, che ha reso possibile l’istituzione e l’allestimento del Museo Archeologico, fin dalla sua prima sede in Via Garibaldi. La sua è una presenza viva ma affaticata da anni di disattenzione da parte della nostra istituzione Comune. In seno alla IV Commissione l’abbiamo ascoltata e chiede a favore del Museo un semplice comodato d’uso di un locale posto al piano terra, nel Chiostro di san Domenico per realizzare finalmente uno spazio in cui custodire i reperti da catalogare e creare un laboratorio aperto agli studenti. Come non rendersi conto che rafforzare la presenza e il valore del patrimonio culturale e artistico della Città significa motivare conseguenze positive per l’intero contesto e consente di fare un salto di qualità? Come non favorire percorsi di formazione capaci di costruire futuro e lavoro?

La riforma scolastica, con riguardo agli insegnamenti umanistici, potrà dare buoni frutti, soprattutto per i più giovani e talentuosi, se a cascata ciascuno fa il suo dovere per dare coerenza e forza alla cultura come volano dell’economia del territorio. Per una città come Lamezia Terme, che ha la bellezza di avere un passato e una storia antica, accanto alla posizione geografica fortunata, lo sforzo dovrebbe essere un piacere. Il piacere di fare il proprio dovere, tenendo conto che c’è un mondo di studiosi e persone impegnate, che con mille difficoltà e tanta passione portano avanti percorsi che ci consentono di conoscere il sapere, quello che costituisce l’impalcatura della nostra identità… patrimonio cui le scuole devono trovare accesso per costruire a favore dei nostri ragazzi quel bellissimo bagaglio di cultura, sentimento e passioni capaci di imprimersi sulla personalità ma anche di migliorare la mentalità con cui si abita la città e si pensa al futuro.

A riflessione cito, a un anno dalla sua morte, le parole del maestro Claudio Abbado: “La Cultura è un bene primario come l’acqua; teatri, biblioteche e cinema sono come tanti acquedotti”. Mi auguro che la lungimiranza e l’etica di chi amministra la città tenga conto del “potere del sapere”…e non neghi la possibilità di legare lo studio dei nostri figli alla possibilità oggettiva di fare esperienza attraverso laboratori, studio dei reperti (che giacciono a migliaia negli scantinati) archeologia sperimentale e ricognizioni sul territorio…”

Commenta