Speranza scrive ha scritto al direttore de L'Espresso: "noi non siamo in dissesto" | Lamezia ClickLamezia Click

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Speranza scrive ha scritto al direttore de L’Espresso: “noi non siamo in dissesto”

“Non siamo in dissesto”. A scriverlo in una nota di precisazione inviata al direttore de L’Espresso Bruno Manfellotto è il Sindaco Gianni Speranza che fa chiarezza su quanto riportato dal settimane nell’articolo “Se i comuni fa crac” in cui il comune di Lamezia veniva incluso tra quelli il cui piano di riequilibrio è stato bocciato dalla Corte dei Conti e quindi avviata la procedura di dissesto.image
Come segnalato da noi qualche giorno fa http://www.lameziaclick.com/politica/2014_04_24/claudio-cavaliere-parla-a-lespresso-di-comuni-in-dissesto-dimenticando-il-caso-lamezia_1284, risaltava il fatto che in quel pezzo, nel quale era stato intervistato tra gli altri il lametino Claudio Cavaliere come esponente di Legautonomie, il “caso Lamezia” veniva “dimenticato” nonostante abbia rappresentato un precedente giuridico nella giurisprudenza dell’organismo contabile: la corte dei conti romana ha annullato l’intimazione al dissesto decisa dalla sezione regionale, mettendo in luce quella discrepanza di posizioni tra Corte dei Conti centrale e sezioni regionali evidenziata qualche mese fa dal presidente dell’Anci Piero Fassino.
Se Cavaliere non ha fatto chiarezza sulla situazione finanziaria del comune lametino, è stato il Sindaco pochi giorni prima di Pasqua a prendere carta e penna per scrivere al direttore del settimanale che “la realtà è diversa” da quella descritta nel prospetto “Da Nord a Sud tutti i comuni in rosso” pubblicato a pag 114 de L’Espresso.
“Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti in composizione speciale” – scrive il primo cittadino – “hanno accolto il 26 febbraio il ricorso del nostro Comune deliberando la sospensiva ed il 9 aprile hanno accolto nel merito integralmente il ricorso del nostro Comune. Quindi nessun dissesto e nessuna procedura . Il Comune ha avuto ragione. Vorrei pregarLa di dare evidenza a questa piccola precisazione.”

S.d.E.

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