Crapis: "Il dissesto era ingiusto e sbagliato. Finalmente è stato sancito" | Lamezia ClickLamezia Click

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Crapis: “Il dissesto era ingiusto e sbagliato. Finalmente è stato sancito”

LAMEZIA TERME (CZ) – “L’accoglimento del ricorso contro la sentenza sul dissesto da parte della Corte dei Conti di Roma, Sezioni Riunite, oltre a smentire sonoramente il giudizio della sezione calabrese di quella stessa Corte, ci dice che quando affermavano essere profondamente ingiusto per la città, e per questa ammministrazione, la dichiarazione di dissesto, era esattamente corrispondente alla verità dei fatti. Il dissesto era ingiusto e sbagliato, nonostante gli errori di procedura i fondamentali del comune erano a posto: questo avevamo detto e questo finalmente è stato sancito.Ora è chiaro a tutti che c’è stato chi in questi mesi ha lavorato affinchè il dissesto giungesse davvero, magari attraverso la bocciatura del Bilancio a dicembre, che non è avvenuta grazie al grande senso di responsabilità dei consiglieri Grandinetti e dei due Benincasa, per poi presentarsi in pubblico con dichiarazioni piene di ipocrisia nei vari iter del contenzioso che l’amministrazione superava con successo. Purtroppo c’è chi ha lavorato per lo ‘sfascio’, chi ha lavorato per il “tanto peggio (per Speranza) tanto meglio (per me)”, infischiandosene alla grande degli interessi più generali della comunità e addirittura tifando per un dissesto che avrebbe tarpato le ali a qualsiasi sindaco, di qualsiasi colore politico, trovatosi alla guida della città nei prossimi anni. Lo hanno fatto in primis Talarico e Galati, ma non solo loro.

Così non è stato, e come il contadino della città tedesca di Potsdam, che di fronte alle angherie dei vassalli invocava giustizia, anche noi oggi possiamo affermare con gioia che vivvaddio “c’è un giudice a Berlino”. Nonostante, è facile prevederlo, ci sarà comunque ancora chi tenterà disperatamente di riproporre anche dopo la sentenza le proprie tesi, smentite definitivamente dalla Corte, con la decisione romana si mette finalmente fine ad una stagione di insolenze, veleni e menzogne, della quale qualcuno dovrà pure vergognarsi.”

GIANDOMENICO CRAPIS

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