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Dissesto del Comune, ad ore la sentenza della Corte dei Conti

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Dovrebbe arrivare nelle prossime ore la sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti sul merito del ricorso presentato dal Comune, a firma degli avvocati Beniamino Caravitta di Toritto ed Ettore Iorio, contro la deliberazione della sezione regionale della Corte che intimava all’ente lametino la dichiarazione di dissesto.La battaglia dell’amministrazione Speranza contro la dichiarazione di default, dopo che a fine gennaio la sezione regionale aveva giudicato non sufficienti le controdeduzioni inviate dal comune a dicembre 2013, ha ottenuto già un primo risultato il 26 febbraio scorso quando la stessa Corte che oggi dovrà pronunciarsi nel merito ha concesso la sospensiva del dissesto chiesto dalla Corte dei Conti calabrese. Con la sentenza di febbraio, inoltre, l’ente è stato messo al riparo dallo scioglimento del consiglio e dal commissariamento: non avendo deliberato il dissesto come richiesto dalla diffida prefettizia del 7 febbraio, il prefetto ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali avrebbe dovuto inviare un commissario ad acta per la deliberazione del dissesto e contestualmente avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento.

Secondo l’avvocato Caravita “è del tutto evidente che la sospensione della delibera n. 4 del 2014 della Sezione Regionale di Controllo travolga interinalmente l’efficacia (nonché potenzialmente la legittimità) della nota Prefettizia”: per tale ragione il consiglio comunale due settimane fa ha sfruttato la chance offerta dal cosiddetto “decreto Salva Roma” aderendo al piano di risanamento decennale, norma che dà tempo ai comuni per iniziare la procedura di riequilibrio fino a quando non sia decorso il termine assegnato dal prefetto per deliberare il dissesto.

Ai piani alti di Via Arturo Perugini, sembra dominare l’ottimismo: la stessa sospensiva dello scorso 26 febbraio è stata un fatto “eccezionale” nel normale svolgimento delle procedure di dissesto degli enti e lo ha confermato lo stesso Prefetto Cannizzaro in una lettera a sindaco e consiglieri comunicando che l Ministero degli Interni ha chiesto al rappresentante governativo di aspettare prima di procedere allo scioglimento del consiglio alla luce del ricorso presentato dal Comune.

Per quanto riguarda l’annullamento da parte del Tar dell’aumento di Imu e Irpef, fatto che potrebbe condizionare negativamente il giudizio della Corte, lo stesso avvocato Caravita ricorda che “potendo il piano di riequilibrio estendersi fino a dieci anni, assorbirebbe altresì le questioni legate all’approvazione dell’aumento delle aliquote IMU”.

In caso di esito positivo, il consiglio avrà meno di due mesi per varare un piano di riequilibrio finanziario da sottoporre nuovamente all’attenzione della sezione regionale della Corte dei Conti. In caso di esito negativo, la scelta del consiglio di non deliberare il dissesto dopo l’intimazione prefettizia non dovrebbe dar spazio ad altre soluzioni: se la corte romana si pronuncerà per il dissesto, sarà un commissario ad acta a deliberare il default dell’ente e il comune sarà retto fino alle elezioni dell’anno prossimo da un commissario prefettizio.

Salvatore D’Elia

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