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Claudio Fava traccia la linea del centrosinistra per il dopo Scopelliti: “Pd risolva sua contraddizione”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – “Il sistema di potere di Scopelliti è al collasso”ma “il Partito Democratico deve risolvere la contraddizione di un partito che è al governo nazionale insieme al partito di Scopelliti”. Da Lamezia, il vice presidente della Commissione Antimafia Claudio Fava canta il “de profundis” al governo regionale guidato da Giuseppe Scopelliti a quasi due settimane dalla sentenza sul Caso Fallara e all’annuncio delle dimissioni del governatore.
Fava, insieme ai vertici regionali di Sinistra Ecologia e Libertà, inizia a pensare al dopo Scopelliti: serve una proposta politica di “assoluta discontinuità” con l’attuale governo regionale, un processo di ricostruzione del centrosinistra che chiama in causa il partito democratico, quel partito democratico “che è al governo insieme al Nuovo Centrodestra di Alfano che considera la Calabria una risorsa elettorale”.
Claudio Fava fa sua la posizione del coordinatore regionale di Sel Gianni Speranza che poco prima aveva evidenziato l’esigenza di “un centrosinistra nuovo per cambiare davvero la Calabria”, un processo che richiede di sciogliere la contraddizione del Pd che in Calabria chiede le dimissioni di Scopelliti e a Roma è “socio” di governo del Nuovo Centrodestra.
L’esponente di Sinistra Ecologia e Liberta traccia un bilancio drammatico della situazione politica regionale, parlando di “un tessuto politico in disfacimento”, frutto di “quindici anni di malgoverno che ha accumulato tossine, menzogne e reticenze”.
Emblema dell’intreccio tra ndrangheta e amministrazioni pubbliche, la vicenda dell’Asp di Cosenza che per Claudio Fava “doveva essere sciolta”. 4 milioni e 300 mila euro sprecati dall’Asp cosentina in consulenze legali a fronte di 8 avvocati in organico, dipendenti stabilizzati in quanto “rappresentanti delle cosche”, convenzioni con cliniche in mano agli ndranghetisti, fornitori senza certificazioni antimafia e appalti affidate senza gare pubbliche: questi i dati emersi dalle relazioni degli ispettori sull’azienda sanitaria cosentina che per Fava descrivono “una situazione di infiltrazione profonda da parte della ‘ndrangheta che aveva fatto di un servizio pubblico una preda da saccheggiare”. “Non averla sciolta” – ha aggiunto – “è stato il tentativo di far proseguire un sistema di potere che ormai è alla fine”.
Se la ‘ndrangheta dei colletti bianchi fa paura, c’è anche “una ndrangheta che vuole passare all’attacco”: così va interpretato per Claudio Fava il rinvenimento nei giorni scorsi di un gigantesco arsenale nel reggino “segnale di una ‘ndrangheta che, se fino ad ora ha mantenuto un profilo basso, ora potrebbe pensare ad un attentato nei confronti delle istituzioni”.
Dalle inchieste al comune di Catanzaro alle vicende del Comune di Reggio Calabria dove “i funzionari erano rappresenti delle cosche”, per Claudio Fava “in tutte le province calabresi la politica ha subito una progressiva cancrena dall’infiltrazione ndranghetista”.
Di scandali del centrodestra calabrese e delle proposte di Sel, Claudio Fava ha parlato subito dopo nella sala del Comune di Catanzaro.

Salvatore D’Elia

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