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Consiglio comunale: le aree per i prefabbricati per i Rom. “Sgambetto” del Pd a Speranza

imageBaroniello, Lenza Viscardi, Strada Fornaci Lagani, Contrada Pilli, Località Cerasolo, Pian Del Duca. Queste le aree su cui potranno essere allocati i 28 alloggi per il trasferimento delle famiglie Rom dal Campo di Scordovillo, che saranno realizzati grazie ai quasi 3 milioni di finanziamento del Pon Sicurezza e al mutuo del comune di oltre 1 milione di euro ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti. Se sul piano amministrativo è questa la “notizia” uscita dalle aule del consiglio comunale di ieri sera, sul piano politico risalta lo “sgambetto” del Pd a Speranza ben evidenziato nelle dichiarazioni di voto del consigliere Vittorio Paola: “voto per disciplina di maggioranza, ma questa scelta contraddice la deliberazione consiliare votata all’unanimità sulla questione rom e le deliberazioni programmatiche di inizio consiliatura votate dalla maggioranza”.
La delibera di giunta che fissa le aree su cui collocare i prefabbricati ottiene il disco verde dal consiglio con 15 voti favorevoli di Progetto Lamezia, Terzo Polo e Partito Democratico, il voto contrario di Fi, Ncd, Udc e Massimo Cristiano e l’astensione di Mariolina Tropea. Una delibera – quella approvata dal consiglio – che il sindaco era stato “costretto” a emendare in seguito a un ordine del giorno del Pd approvato con le originali “larghe intese” tra Pd, Forza Italia, Udc, Terzo Polo, Lamezia Indipendente e Massimo Cristiano: l’emendamento chiedeva alla giunta di escludere le aree standard, quelle sottoposte ai vincoli di inquinamento elettromagnetico, le aree dove sono già presenti insediamenti rom e sollecitava un’equa distribuzione su tutto il territorio cittadino. L’ordine del giorno a firma del senatore Petronio, che ha modificato radicalmente la deliberazione di giunta, ha avuto il voto contrario di Teresa Benincasa, Raffaele Mazzei e Nicola Palazzo e l’astensione del resto del gruppo di Progetto Lamezia. Le famiglie Rom, a seguito della delibera emendata, non andranno nelle zone “standard”: La Marinella, Via dei Sanniti, Baroniello, Via delle Ginestre, Palazzo della Cultura, Magolà, Canneto, Località Ospedale , Case sparse Talarico, Carrà Marchese.
“O si utilizzano le aree standard o non si può fare la dislocazione su tutto il territorio”. Così il Sindaco rispondendo agli interventi dei consiglieri ed evidenziando la contraddizione tra la richiesta di rimozione delle aree standard da quelle individuate dalla giunta e l’indirizzo espresso all’unanimità dal consiglio comunale di delocalizzare i nuclei rom su tutto il territorio. Al leit motiv polemico delle “case solo ai Rom”, il primo cittadino risponde spiegando che “il finanziamento pon era finalizzato a questo obiettivo e senza l’incombenza del sequestro della Procura non avremmo avuto il finanziamento”. Dopo il respingimento dell’Odg di Massimo Cristiano – che aveva visto spaccature nei gruppi con la De Sensi del Pd favorevole e l’astensione di Teresa Benincasa e Emilio Vescio – il Sindaco spiega che si potrà chiedere al Ministero se è possibile variare l’utilizzo del finanziamento per i venti alloggi di Via degli Uliveti, realizzati grazie a un finanziamento vincolato di quasi venti anni fa per l’allocazione di nuclei familiari rom, per destinarli a tutte le famiglie meno abbienti residenti a Lamezia. Favorire il cambiamento di destinazione urbanistica delle aree indicate nella proposta della giunta, senza entrare nel merito di dove andranno dislocati i prefabbricati. E’ la posizione della commissione urbanistica riassunta dal Presidente Francesco Grandinetti che ha evidenziato la raccomandazione fatta dalla commissione all’amministrazione di non costruire alloggi nelle aree standard. Contrario Francesco Chirillo per il quale “non si devono costruire gli alloggi nelle aree standard” e parla di un provvedimento “provvisorio e improvvisato, in cui non si specifica dove vengono allocati gli alloggi e realizzati gli allacci”. Di “iniziativa frettolosa” parla anche Armando Chirumbolo per il quale i prefabbricati potrebbero peggiorare la vita di alcune aree della città. Va giù duro Raffaele Mazzei che parla di “completo fallimento politico dell’amministrazione Speranza sul tema dell’integrazione” e denuncia “i milioni e milioni presi dalle associazioni che si occupano dei Rom che non hanno avuto nessun risultato, i bambini rom che vanno a scuola sono mosche bianche”. Fallito il processo di integrazione anche per Massimo Cristiano che si vede respinto l’ordine del giorno che chiedeva “alla luce della mutata situazione sociale” di cambiare l’utilizzo del finanziamento utilizzato per costruire i venti alloggi di Via degli Uliveti per renderli accessibili a tutte le famiglie lametine disagiate, non solo rom, attraverso una graduatoria pubblica.
A termine seduta, si è votato quasi all’unanimità di aggiornare il consiglio a domani mattina alle 9.

Salvatore D’Elia

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