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Presentata la seconda raccolta di poesie di Ciccio Scalise. “Dobbiamo far decollare Lamezia”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Non bisogna dimenticare le nostre tradizioni ed usanze, bisogna mantenere viva la memoria storica. Questo, in sintesi, il messaggio che si è voluto trasmettere questa sera presso l’Istituto Comprensivo Nicotera-Costabile in occasione della presentazione del secondo volume di poesie scritte da Francesco Scalise.

In prima battuta è stata letta ed interpretata una delle poesie presenti nel nuovo volume dell’autore, intitolata “Lamezia bella, Lamezia amata”, pezzo in cui Scalise ha mosso una sottile critica alla politica locale lanciando un monito: “non dovete solo dire ma anche fare”. Dopodiché sono stati invitati a salire sul palco il sindaco della città, Gianni Speranza, ed il neo presidente del consiglio regionale, Tonino Scalzo i quali hanno espresso il proprio plauso all’autore e alla bella iniziativa.

“Con le poesie di Scalise si avverte la voglia di riscoprire il valore della famiglia e dell’unione”. Sono state queste le parole di Massimo Iannicelli, editore del testo nonché direttore della nota rivista “Storicittà”, definita dallo stesso come “uno dei primati di Lamezia”. Anche il curatore della prefazione, Padre Vincenzo Arzente, ha preso parte all’evento. “Nella cultura popolare – ha detto – troviamo il senso della nostra tradizione. Talune espressioni dialettali hanno la capacità di rievocare il nostro passato, cosa che esprimendole in italiano non sarebbe possibile. Il futuro – ha concluso – è di quei popoli che sanno mantenere viva la propria memoria storica”. Prima dell’intervento del prof. Cozzitorto, curatore del primo libro, è stato proiettato un video contenente immagini della Sambiase raccontata da Scalise. Il professore ha spiegato come i testi di “Ciccio” Scalise siano particolarmente importanti per la storia sociale “che permetterà di sapere tutto sugli usi e costumi di un tempo. Tali testi tra tanti anni diverranno documenti storici”. Per il prof. Cozzitorto il poeta ha effettuato anche un importante lavoro filologico, difatti all’interno del testo è presente anche un glossario “che permette di avere a che fare con grafemi e morfemi del vernacolo sambiasino. La parola vernacolare ha bisogno di essere vista”. Cozzitorto ha infine tessuto le lodi dell’autore affermando che è stato in grado di trasmettere i propri messaggi all’anima del lettore. L’ultimo intervento è stato quello dello stesso Scalise il quale ha ringraziato i propri nipoti, coloro che hanno contribuito alla realizzazione del teso e le associazioni InOper@ e San Nicola che hanno lavorato assieme per la riuscita dell’evento.

“Lamezia è Lamezia – ha detto – è un realtà e noi dobbiamo farla decollare. Dobbiamo impegnarci per fare ciò poiché Lamezia ha tante potenzialità”. In ultima battuta si è voluto rivolgere un pensiero all’attentato fatto alla sede di Charlie Hebdo, lo scorso 7 gennaio.

Denise Di Matteo

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