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Truffa aggravata, arrestato sindaco calabrese

carabinieri-arresto[1]Dalle prime ore di stamattina, i Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno (VV) e della Stazione di Nardodipace (VV) hanno eseguito alcune misure custodiali degli arresti domiciliari e dodici misure coercitive dell’obbligo di presentazione alla P.G. a carico di altrettanti soggetti, tutti indagati per truffa aggravata in danno dell’Unione Europea, dello Stato italiano e della Regione Calabria, per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il provvedimento del GIP del Tribunale di Vibo Valentia recepisce le investigazioni condotte e rassegnate alla omonima Procura dalla Stazione Carabinieri di Nardodipace.

Tra i quattro destinatari del provvedimento restrittivo della libertà personale figurano:

a. il Sindaco in carica del Comune di Nardodipace, eletto in data 18.11.2013, già Primo Cittadino a capo della Giunta sciolta per infiltrazioni mafiose il 19.12.2011;

b. il titolare di una società sportiva corrente in Nardodipace, ove fittiziamente era stata inserita, quale dipendente, la moglie del Sindaco sopra indicato.

Costui, tra l’altro, è il figlio del capo del locale di ’ndrangheta di Nardodipace, attualmente detenuto dopo il suo arresto nell’ambito dell’operazione “Crimine” condotta nell’estate del 2010.

Tra i dodici che saranno obbligati a presentarsi alla P.G. risultano:

a. un assessore alla Giunta di Nardodipace e la sua coniuge. L’uomo è: stato consigliere di maggioranza dell’Amministrazione comunale disciolta nel 2011 e di cui si è detto sopra; cognato di due elementi di spicco (fratelli della moglie, a sua volta indagata nella presente indagine ed in procinto di ricevere lo stesso provvedimento del marito) della ‘ndrangheta radicata nelle Province di Como e Lecco, tratti in arresto dal ROS di Milano nel novembre 2014 (operazione “Insubria”);

b. la moglie del Capo della Giunta, falsamente indicata alle dipendenze, come borsista, in seno alla società sportiva già menzionata.

Oltre alle misure cautelari personali, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo “per equivalente”, ai fini della confisca, di liquidità, di beni mobili o immobili nella disponibilità degli indagati, cui ha collaborato la Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

I particolari dell’operazione saranno resi noti alle ore 11.30 di oggi 3 febbraio, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Procuratore Capo della Repubblica di Vibo Valentia presso i suoi uffici.

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