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Continuano le polemiche per i lavori a Capocolonna

capocolonna_polemicheCAPOCOLONNA (KR) – Nelle ultime ore il progetto “Spa 2.4 Capocolonna” sta diventando un vero e proprio terreno di scontro tra il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, e il ministro Maria Carmela Lanzetta.

Il progetto, il cui nome per esteso è “Spa 2.4 Capocolonna. Ampliamento delle conoscenze della realtà archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate in luce”, prevede una serie di interventi per la messa in sicurezza del loco. Più specificamente, così come è possibile leggere nel bando di gara pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 25 marzo del 2013, il progetto in questione consiste nella realizzazione di un condotto fognario per la raccolta di acque piovane lungo gli spazi laterali e antistanti il museo; pavimentazione delle strade di accesso; pavimentazione dell’area antistante la chiesa; acquisizione e restauro di fabbricato di proprietà Monace; realizzazione di coperture e protezione dei mosaici e monitoraggio del costone.

Tre giorni fa sono stati avviati ufficialmente i lavori ma ciò ha destato non poche critiche. Che questo progetto avrebbe preso la forma di uno scontro politico era già chiaro da tempo, infatti già nel settembre 2014 le associazioni Gettini di Vitalba e Sette Soli avevano scritto al ministro Dario Franceschini, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, alla Soprintendente dei Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi, al sindaco di Crotone Peppino Vallone e al dirigente all’urbanistica Dominijanni, affinché venisse effettuata una revisione del progetto il quale non valorizzerebbe da un punto di vista archeologico l’area, gli interventi previsti, dunque, sono stati definiti troppo invasivi.

Intanto a Roma i parlamentari del M5S Nicola Morra e Paolo Parentela hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Con l’avvio dei lavori un gruppo di cittadini e alcuni attivisti pentastellati hanno deciso di presidiare l’area per impedire la prosecuzione dei lavori. Il progetto è stato bocciato anche dall’ex ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, che su Facebook ha esternato così il suo pensiero: “Mi domando perché, ancora una volta, non sia prevalsa l’idea di tutela di un bene comune, rispettando la sensibilità dei cittadini”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro Lanzetta che, rivolgendosi al ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, cui è stato chiesto un pronunciamento sulla questione, ha definito il progetto “un esito assurdo che si somma ad altri interventi improvvidi già in passato attuati nella città di Crotone da parte del Comune, segnali ripetuti di una scarsissima attenzione e considerazione delle proprie ricchezze culturali”.

La risposta del sindaco di Crotone è stata secca: “Improvvida, inaccettabile, imprudente e offensiva. Chi ricopre incarichi istituzionali, e un ministro in particolare, ha il dovere di informarsi prima di emettere giudizi generici”. Vallone, appellandosi al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato “di non sentirmi rappresentato da questo ministro. Le sua esternazioni gratuite ed infondate non fanno che alimentare un clima altamente confuso senza portare nessun contributo in termini di chiarezza: appare evidente che il ministro è inadeguato al ruolo istituzionale che ricopre. Così si ragiona al mercato, non nelle stanze istituzionali”.

Denise Di Matteo

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