Lamezia, scoperta targa alla casa natale di Gianni Renda e presentato il libro “Il volto splendente di un giovane del Sud”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Presentato nella serata del 21 febbraio presso il salone del Convento dei Padri Minimi del Santuario diocesano San Francesco di Paola in Lamezia Terme, il libro del professor Filippo D’Andrea ‘Gianni Renda “Il volto splendente di un giovane del Sud”’.
Gli interventi, moderati dallo stesso D’Andrea, sono stati introdotti dal dottor Basilio Renda, fratello di Gianni, che ha ricordato alcuni momenti della vita del congiunto, tra cui il matrimonio con Francesca Cirillo, avvenuto il 3 luglio del 1982; e poi la malattia di Gianni, un tumore al colon, che nel giro di qualche mese lo ha portato via. Gianni è ritornato alla Casa del Padre il 1° dicembre 1983, a soli 31 anni. Era nato il 21 febbraio 1952. “Ed ecco spiegato -ha precisato Filippo D’Andrea- la scelta del 21 febbraio, giorno del suo compleanno, come data di presentazione del libro”.
“La forza di Gianni -ha proseguito nel ricordo Basilio Renda- stava più nella gioia di dare che nel ricevere. Gianni era una persona semplicemente normale, ma vera: perdono, onestà, amicizia, fede, famiglia.. i suoi valori incrollabili”.
Nella Fragale Perri, Graficheditore, ha posto l’accento su come si è giunti alla foto di copertina del libro, che ritrae il volto sorridente di Gianni Renda; “una foto che non riuscivamo a trovare, e che ad un tratto è saltata fuori dal cassetto della scrivania che avevo accanto e all’interno della quale più volte avevo cercato: forse un segno che ci ha voluto dare Gianni”.
Ad aprire gli interventi/testimonianze, il professor Domenico Enrico Massimo, Professore e Vice-direttore del Dipartimento PAU dell’Università di Reggio Calabria, amico di Gianni Renda dai tempi dell’adolescenza, per cui “ancora sono e rimarrò un sedicenne della Charitas”. Massimo ha poi puntualizzato che fu proprio Gianni Renda “a spronarmi ad intraprendere la strada che poi ho intrapreso; e sono sicuro che da 35 anni, cioè dalla sua dipartita, è stato Gianni a guidarmi in ogni mio passo nel mio lavoro”. Massimo ha ricordato Gianni quale suo maestro di catechesi, per poi evidenziare il suo rapporto “davvero incredibile che aveva con i diversamente abili” e tracciare il percorso formativo di Gianni Renda, che nel 1974, a soli 22 anni, si laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma e fa ritorno nella sua Calabria, dove spicca il suo percorso nell’Azione Cattolica e la presidenza nel Terz’Ordine dei Minimi-Fraternità di Sambiase. E’ stato anche fondatore della Cooperativa teatrale “Progetto 80”. Noto anche il suo impegno in politica, che lo vede eletto consigliere della Provincia di Catanzaro, ma è stato anche consigliere comunale. Non ultimo il ricordo di Gianni Renda quale presidente della Fieragricola, verso la quale si era approcciato “con particolare riferimento -ha precisato Mimmo Massimo- al biologico e all’apertura con il mercato estero”.
A seguire, spronato da D’Andrea, è intervenuto don Armando Augello (che era tra il pubblico), il quale ha additato Gianni Renda come “un seme del Regno, un dono di Dio per la comunità, per il bene comune a diversi livelli; un volto di Cristo, di uomo per gli uomini. Uno degli aspetti che volevo sottolineare di Gianni -ha proseguito don Armando- è quello di aver dato un volto umano al Cristianesimo; la sua creatività era nella preghiera”.
A seguire, l’insegnante Fiore Isabella, poeta, ha ricordato la sua amicizia con Gianni, che non intaccava minimamente il fatto di essere antagonisti sul piano politico. “Venivamo da esperienze diverse -ha ricordato Fiore Isabella-: Gianni dall’Azione Cattolica, io dai boy scout, ma ci sentivamo uniti in un percorso fede-politica, proprio negli anni in cui l’apertura Conciliare si faceva spazio anche nella nostra piccola realtà”.
Padre Vincenzo Arzente, dell’Ordine dei Minimi, dopo aver ribadito come premessa quella di “partire da ciò che eravamo e ciò che siamo stati per dialogare con il nostro io futuro”, ha fatto un excursus di alcuni ricordi che lo hanno legato a Gianni Renda, a cominciare dalla sua presenza “anche nel gruppo folk; poi, oltre al catechismo -ha continuato padre Vincenzo-, ricordo le riunioni di Azione Cattolica e soprattutto quando Gianni accompagnava la sorella Cinzia a Messa a San Francesco la domenica mattina”. Arzente ha concluso la sua testimonianza sottolineando e sviluppando di Gianni la sua realizzazione in una triplice dimensione: “uomo, cristiano, testimone. Per cui Gianni ci consegna una laicità pienamente vissuta”.
A conclusione dell’incontro, l’autore del libro, il professor Filippo D’Andrea, ha colto nel pubblico presente nel salone come “ognuno con il proprio sguardo ha fatto una conferenza, partecipando con un coinvolgimento raro”, per poi citare solo alcuni punti/espressioni sulla figura di Gianni Renda, colti nel corso della serata: “laicità, essere pienamente persona, trasparenza di una umiltà illuminata, impegno entusiasta nei vari settori, semplicità relazionale, segno luminoso nel quotidiano, giovane contemporaneo di San Francesco di Paola, il consegnare Dio nella sua pienezza umana”.
La presentazione del libro è stata preceduta dalla scoperta sulla casa natale di Gianni Renda, ubicata in Felice Renda (una traversa di Via Domenico Porchio), di una targa a cura di Vincenzo ed Innocenza Renda, cugini di Gianni. Nei locali del Convento, inoltre, per tutta la durata della presentazione del libro di Filippo D’Andrea, sono state esposte opere della pittrice Cinzia Renda, sorella del compianto Gianni.

Antonio Cataudo

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