S. Messa nella chiesa del Rosario con gli studenti del Liceo “Galilei” per chiedere il dono della pace

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO – Anche quest’anno, come ormai da tradizione, i ragazzi del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme, accompagnati dalla Dirigente Caterina Calabrese e dai docenti, si sono recati nella Chiesa del SS. Rosario dove hanno voluto unire le loro voci per chiedere il dono della pace, in questo nostro mondo dilaniato dalla guerra e dalla divisione, dalla paura e dal terrore, dall’egoismo e dalla chiusura.
In una Chiesa gremita di giovani, gli studenti hanno motivato il loro desiderio di costruire la pace partendo da sé stessi, offrendo al Signore tutto ciò che abita nei loro cuori e ringraziandoLo per aver potuto vivere questo momento di comunione con Lui e tra di loro, affinché possano camminare insieme, condividere le gioie e le fatiche di ogni giorno, crescere nel corpo, nella mente e nello spirito e diventare, uomini e donne capaci di costruire il proprio futuro e dare un volto di pace al mondo intero.
Dopo aver espresso questo loro desiderio, don Isidoro Di Cello ha celebrato la Santa Messa, animata dagli studenti con canti, preghiere e doni, dando alla celebrazione un tono gioioso e ritrovando il desiderio di correre come i pastori, verso Betlemme. Come loro stessi hanno cantato e don Isidoro ha puntualizzato: “Betlemme è qui!”, anche oggi, in un mondo distratto da luci, feste e musiche, se regna l’unione e la pace, Gesù rinasce ancora in mezzo a noi.
Dopo la Santa Messa i ragazzi hanno recitato alcuni brani ed eseguito alcuni canti per inneggiare alla pace.
Le loro riflessioni hanno sottolineato come gli uomini abbiano ancora le mani insanguinate, dalle ultime guerre mondiali, così che tutti i popoli non hanno ancora potuto stringerle fraternamente fra loro; come siamo tanto armati e carichi di strumenti micidiali da potere, in un istante, incendiare la terra e distruggere forse anche l’umanità. L’uomo moderno ha fondato lo sviluppo e la prosperità sulla demoniaca capacità di produrre armi di tutti i calibri, e tutte rivolte ad uccidere e a sterminare gli uomini nostri fratelli.image
L’uomo ha lasciato che rinascessero le ideologie, che rendono nemici gli uomini fra loro: il fanatismo, l’odio, l’orgoglio, l’esclusivismo razziale, gli egoismi commerciali, gli individualismi e l’indifferenza verso i bisogni altrui.
Ogni giorno ascoltiamo impotenti le notizie di guerre ancora accese nel mondo, ma in questo stesso mondo vi sono segni e propositi di pace.
Vi sono tombe che stringono il cuore, famiglie spezzate dalle guerre, dai conflitti; donne che piangono, bambini che muoiono; profughi e prigionieri accasciati sotto il peso della solitudine e della sofferenza: e vi sono tanti giovani che insorgono perché la giustizia sia promossa e la concordia sia legge delle nuove generazioni.
Vi sono anime buone che operano il bene in silenzio, coraggiosamente, disinteressatamente e che pregano con cuore pentito e innocente.

La promessa di pace è una storia antica, un sogno che ci portiamo dentro e che troviamo scritta anche nel Vangelo, cantata la notte di Natale: “Pace in terra agli uomini che Dio ama”. Mai festa fu più grande in cielo per una nascita in terra, mai rifiuto fu così netto per un augurio di bene. Quel Bambino che da grande, nel celebre discorso della montagna, propose l’amore dei nemici e definì i pacifici figli di Dio, fu ammazzato in croce. Un rifiuto che ogni generazione ha ripetuto ininterrottamente.

Per questo hanno pregato:
Asciuga, Bambino Gesù,
le lacrime dei fanciulli!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale
abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione
dall’ignoranza e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi, liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero ed unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace, dono di pace per l’intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia!

(Madre Teresa di Calcutta)

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