Lamezia, poco partecipato il dibattito su navi dei veleni e rifiuti tossici

IMG_7194.JPGLAMEZIA TERME (CZ) – Quella della navi dei veleni è una questione ancora viva in Calabria. Veleni, misteri, depistaggi, morti sospette.

È su queste tematiche che si è incentrato il dibattito tenutosi ieri pomeriggio presso il Teatro di Sant’Eufemia. Organizzato dall’associazione Risveglio Ideale, sezione di Lamezia Terme, in collaborazione con L’associazione culturale Muse, l’incontro ha avuto come ospiti l’onorevole Angela Napoli, l’onorevole Silvio Greco, già Assessore all’Ambiente delle Regione Calabria, l’onorevole Leopoldo Chieffallo, Sindaco di San Mango d’Aquino e anch’egli già Assessore all’Ambiente della Regione Calabria.
Dopo un iniziale contributo video tre membri di Risveglio Ideale, Simona Vescio, Angela Stranges e Valentina Tedesco, hanno introdotto l’argomento mediante una relazione dettagliata riguardante le tante navi affondate nelle nostre acque. Tra queste vi era la Rigel, inabissata nell’ ’87 e in merito alla quale la magistratura ha accertato in tre gradi di giudizio l’affondamento fraudolento e la corruzione dei doganieri. La Rigel, così come la Nicos 1, la Mikigan, la Four Star I, la Anni, la Rosso, la Alessandro I, la Marco Polo, la Korabi Durres, etc trasportavano blocchi di cemento e granulato di marmo, sostanza capace di schermare le radiazioni.
La direzione investigativa antimafia in un documento ha accertato che dal 1995 al 2000 sono state ben 637 le navi scomparse nei mari, di cui 52 nel Mediterraneo. Dopodiché, Michele Falco, editore e moderatore del dibattito, ha raccontato del suo incontro con Francesco Fonti, classe ’48 di Bovalino ex boss della ‘ndrangheta. Il boss, divenuto collaboratore di giustizia, scrisse una sorta di memoriale, un dettagliato documento contenente tutte le informazioni sulle navi dei veleni e la ragnatela di mafiosi e trafficanti che le avrebbero affondate. Falco ha poi spiegato come in merito alla questione della nave Cunski, affondata al largo della costa calabrese di Cetraro, si sia cercato di insabbiare il tutto.
Ha preso la parola Chieffallo il quale dopo aver tessuto le lodi dell’on.Napoli, ha raccontato della sua esperienza in qualità di assessore all’ambiente. “Quando rivestivo quella carica – ha detto – sorse il problema riguardante la realizzazione di una centrale del carbone a Gioia Tauro. In consiglio regionale tutti erano favorevoli tranne me”. Chieffallo ha spiegato come grazie a questa sua contrarietà è riuscito a smuovere le coscienze tant’è che la centrale non venne realizzata. Il primo cittadino di San Mango d’Aquino ha poi spostato il focus dell’incontro sulle discariche sotterranee e sul mare inquinato. La causa di ciò sarebbero la cattiva gestione dei depuratori, dell’ambiente e le amministrazioni poco sensibili alla tematica.
L’on. Silvio Greco ha espresso la sua amarezza dovuta alla poca partecipazione ad un incontro così importante (solo 48 presenti). La sua testimonianza ha riguardato il voler insabbiare a tutti i costi la presenza della nave Cunski nelle acque di Cetraro. Nonostante le coordinate fornite da fonti precise, i vertici di Roma preferirono tergiversare per poi affermare che non si trattava affatto della nave Cunski ma di un’altra.
Altra tematica trattata è stata quella delle discariche. Greco ha detto che quando copriva la carica di assessore all’ambiente istituì un bando per la caratterizzazione delle discariche. L’obiettivo era quello di cercare di capire se all’interno di queste vi fosse il cromo esavalente (sostanza altamente tossica). La giunta Scopelliti, appigliandosi ad un cavillo burocratico, annullò il bando che non venne mai più riaperto. L’on. Greco, infine, ha raccontato di come durante la giunta Loiero istituì una commissione di oncologi che, a titolo gratuito, lavoravano per comprendere il fenomeno dell’incidenza di tumori e della loro natura. Anche questo tentativo andò scemando col tempo. Anche l’on. Napoli ha lamentato la scarsa partecipazione dei cittadini all’assemblea esortando i calabresi a reagire e ad informarsi in merito a quello che è un dramma di tutta la Calabria. “Il silenzio della gente, l’apatia e la disinvoltura con cui vengono trattate queste tematiche mi preoccupa”, ha detto. La Napoli ha poi ribadito a più riprese come in ballo non ci siano solo gli interessi della criminalità organizzata ma “interessi di alto livello che coinvolgono i vari governi. Dietro i finti interventi del governo vi è la volontà di mettere tutto a tacere”. Il membro della commissione parlamentare antimafia ha raccontato di come le sue interrogazioni parlamentari, legate al tema delle navi dei veleni, siano state ignorate e screditate, “siamo stati messi tutti a tacere e non ci hanno preso in considerazione”. “Nessuno può sentirsi esente da queste situazioni. Non possiamo più delegare ed assuefarci dinanzi a tali argomenti. Tutti dobbiamo farcene carico pensando che si tratta del bene di tutti i cittadini. Solo la verità potrà rendere la Calabria uguale alle altre regioni”.

Denise Di Matteo

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