Gli albini della Tanzania: violenze e orrori
Esiste una violenza nascosta, silenziosa, una persecuzione che va avanti da decenni e che per molto tempo è rimasta pressoché sconosciuta all’opinione pubblica. Riguarda le sofferenze degli albini che sono vittime di attacchi, omicidi e mutilazioni. L’albinismo è una malattia genetica caratterizzata dalla mancanza o da una forte carenza di melanina su pelle, capelli, occhi e peli.
L’albinismo è particolarmente diffuso in Tanzania con un caso su 1.400, secondo un rapporto della ‘BMC Public Health’ del 2006, contro un caso su 20.000 nei Paesi occidentali. La causa di un tasso così elevato nello Stato africano si pensa sia dovuto alla diffusione di legami fra consanguinei.
Nella sola Tanzania, secondo le Nazioni Unite sono stati uccisi oltre 70 albini a partire dal 2000 e ben 74 bambini. Secondo numerosi attivisti locali, questa cifra sarebbe irrisoria perchè moltissimi casi non vengono segnalati alle autorità: “Sappiamo che gli informatori vengono pagati fino a 100 dollari se riescono a identificare un albino vulnerabile. Sappiamo anche che gli assassini vengono pagati migliaia di dollari, ma ciò che non siamo ancora in grado di affermare con certezza è chi siano i clienti veri e propri”, ha dichiarato un attivista africano all’agenzia Afp nel 2009. Nel 2006, sei albini sono scomparsi in Camerun dopo un’eruzione del monte omonimo, probabilmente sacrificati per calmare il dio del vulcano.
Perché tanta violenza? Povertà e ignoranza inducono le popolazioni rurali dell’Africa orientale a rifugiarsi nella superstizione che ritiene gli albini esseri magici. Gli albini in alcune zone vengono visti come una punizione degli dei o portatori di malocchio, in altre zone invece le parti del loro corpo sono usate come talismani o ingredienti per creare pozioni che si ritiene guariscano da malattie e portino fortuna negli affari. Secondo alcuni inoltre avere un rapporto sessuale con un albino può curare l’Aids, una credenza che sfocia spesso in stupri anche nei confronti di bambini e delle donne.
Secondo queste credenze essi sono “figli del diavolo” e attraverso i loro arti si può localizzare l’oro in una miniera, mentre i seni e i genitali sarebbero in grado di curare l’infecondità. Secondo la magia nera africana, maggiore è il dolore provato dall’albino, più forti sono le urla, maggiore è il potere presente nell’arto amputato. Allucinante! Così come anche il fatto che gli eventi politici di un Paese, come le elezioni , possano incidere addirittura sul numero di crimini violenti commessi contro gli albini. Pare che siano gli stessi politici a fare ricorso a rituali di magia nera anche se a seguito delle pressioni delle Nazioni Unite, il governo della Tanzania ha ufficialmente bandito la stregoneria, nel dicembre scorso.
Le possibilità di guadagno aumentano l’incidenza di episodi di violenza contro gli albini. Il loro prezzo di mercato, secondo quanto riporta il Guardian citando dati delle nazioni Unite, può raggiungere anche i 188 mila euro mentre orecchie, lingua, naso, genitali e arti possono arrivare a valere 75 mila euro. La pelle viene commercializzata sul mercato nero a un prezzo che varia dai 1500 ai 7 mila euro, a seconda dell’età.
L’ultimo caso in ordine cronologico di tanto orrore risale al 10 febbraio scorso, quando la polizia tanzaniana ha rinvenuto il corpo mutilato di un neonato albino nel nordovest della Tanzania. Le mani e i piedi tagliati con un machete, Yohana Bahati aveva solo un anno. La mamma Ester Jonas, 30 anni, è stata ricoverata in ospedale con tagli da machete su viso e braccia per aver cercato di proteggere suo figlio e impedirne il rapimento. Ed ora si cerca una piccola albina, Emmanuelle 4 anni, di cui non si hanno più notizie. La polizia ha arrestato 15 persone in relazione alla sua scomparsa, compreso il padre.
Orrore. Ma è necessario parlarne.
Luisa Loredana Vercillo


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