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Ennesimo successo del “caffè letterario” lametino con Pasquale Guaglianone “poeta dell’emigrazione”

Pasquale Guaglianone - caffe letterarioLAMEZIA TERME (CZ) – Quella dei fratelli Bernardi, che ormai è divenuta una vera e propria sfida culturale, si è confermata ancora una volta un successo. Ebbene sì, le iniziative del “caffè letterario – Bar del popolo” sono sempre ben gradite dal pubblico che accorre numeroso. Il protagonista di ieri è stato Pasquale Guaglianone, scrittore calabrese e corrispondente RAI da Buenos Aires. Il libro presentato dall’autore è stato “Tante navi tante storie”. Si tratta di un libro che racconta storie di vita di emigrati italiani in Argentina, “storie di successo e di sconfitta che ci appartengono”. Le vicende di chi ha lasciato la propria terra per raggiungere un sogno non sempre sono storie felici, “io non ho mai visto un sorriso sul volto di un emigrato, e se lo fanno è perché indossano una maschera”. Sono proprio gli emigrati, che raccontano e si raccontano, i veri protagonisti dell’opera.

Nel corso della serata sono stati tanti gli episodi narrati dall’autore, vicende che hanno permesso al pubblico di comprendere come sia difficile la vita di un emigrato, anche di quelli che riescono a realizzare i propri sogni. Dai racconti di Guaglianone è emerso come i calabresi residenti a Buenos Aires siano tantissimi tant’è che vi è una via dedicata alla nostra regione e viene celebrata anche una festa in onore della Calabria. Secondo l’autore “l’emigrazione dovrebbe essere studiata nelle scuole anche per comprendere quella attuale e per ampliare i propri orizzonti”. Non è mancato il monito nei confronti della politica che non è attenta a questo fenomeno e a queste persone, “spesso tanti di loro, anche nostri compaesani, per noi sono veri e propri sconosciuti mentre nel paese dove sono migrati sono un “Dio” perché hanno costruito imperi”. Dai suoi racconti emerge una Calabria disattenta che crea ostruzionismo anche chi vuole creare reti imprenditoriali. A spingere Guaglianone nel raccontare queste storie è la volontà di ascoltare gli emigrati, “loro hanno bisogno di qualcuno che li ascolti altrimenti si sentono traditi. Il fenomeno dell’emigrazione ha raccontato e continua a raccontare storie che ci appartengono e che non possiamo disconoscere. Comprendere queste storie significa capire molte cose del nostro Paese”. A termine della lunga chiacchierata il “poeta dell’emigrazione” ha annunciato l’uscita imminente di un libro su Papa Bergoglio ed ha espresso la volontà di tornare al caffè letterario per presentarlo.

Denise Di Matteo

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