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Il giornalista Claudio Cordova al “Maggio dei Libri”: “responsabilità del Sistema è anche dei cittadini che non fanno il proprio dovere”

Un momento dell'incontro a Palazzo Nicotera

Un momento dell’incontro a Palazzo Nicotera

LAMEZIA TERME (CZ) – “Il Sistema Reggio si è radicato perché troppi hanno rinunciato al proprio dovere di cittadini, consentendo alla ‘ndrangheta di infiltrarsi in ogni piega della vita reggina, dalla politica al mondo dell’imprenditoria e delle professioni”. Così il giornalista e consulente della commissione parlamentare antimafia Claudio Cordova che ieri ha presentato il suo ultimo libro “Il Sistema Reggio” in un’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale InOper@, inserita nella programmazione del “Maggio dei Libri” promosso dal Sistema Bibliotecario Lametino e dal Comune di Lamezia Terme.Un sistema “trasversale”, che non ha colore politico perché a ricercare l’accordo con le cosche a Reggio Calabria sono stati esponenti di tutti gli schieramenti. Un sistema capace di “entrare nelle stanze del potere più impensabili”, facendo leva su “un potere criminale come quello della ‘ndrangheta che, a differenza di Cosa Nostra, alla logica delle stragi ha preferito muoversi nel silenzio divenendo l’organizzazione criminale più pervasiva a Reggio, in Calabria e in tutti i luoghi dove si è radicata”. Queste le caratteristiche del “Sistema” per il giornalista reggino che a Lamezia ricostruisce, con carte e atti della magistratura alla mano, le dinamiche di un intreccio che ha le sue radici negli anni ’70 e che ha raggiunto il suo apice tra il 2002 e il 2012, fino allo scioglimento del consiglio comunale reggino per contiguità con la ‘ndrangheta.

“Questo libro non vuole essere un’enciclopedia, sono tanti i nodi del Sistema Reggio che rimangono da sciogliere, ma è il contributo per cercare di ricostruire il sistema di relazioni di potere che ha governato in questi anni la città di Reggio Calabria proiettata all’esterno come un modello”, ha detto ancora Cordova che, nell’incontro con il pubblico lametino, ha delineato le condizioni di un “sistema” che possono riprodursi dovunque, non solo a Reggio. “Non si tratta di un sistema fatto solo di reati penali ma anche da una serie di atti contrari all’etica pubblica e a volte anche privata che fanno melassa e che hanno reso il sistema inattaccabile” evidenzia il direttore de Ildispaccio.it che dopo due anni di commissariamento del comune reggino ammette di non vedere segnali di speranza per la comunità reggina.

Tuttavia – ha aggiunto – “esiste un non-sistema, a Reggio e in qualsiasi altra città della nostra regione, che è fatta di quelle persone oneste che non rinunciano al coraggio della dignità verso se stessi e verso la propria comunità: questo libro prova a dare delle tracce, ad accendere dei fuochi, ma la parte del leone per scardinare il sistema va fatta dai singoli cittadini, compiendo il proprio dovere”.

A conversare con l’autore, il Sostituto Procuratore Luigi Maffia per il quale “realtà come quelle descritte dal libro di Claudio Cordova si determinano perché troppi cittadini hanno abdicato al ruolo di controllori delegando solo alla magistratura la lotta alla criminalità”. All’incontro a Palazzo Nicotera, hanno partecipato il Sindaco Gianni Speranza e l’Assessore Rosario Piccioni che ha parlato di “una pagina nera per la storia calabrese che vede sia per lo scioglimento del Comune di Reggio sia per la fine anticipata della legislatura regionale gli stessi protagonisti” sottolineando come “in Calabria il cambiamento è possibile se ogni cittadino fa la sua parte e inchieste come quelle di Cordova tentano di scardinare un sistema che in questi anni si è radicato anche a causa delle omissioni della stampa calabrese”.

Un momento dell'incontro con gli studenti del Liceo Campanella

Un momento dell’incontro con gli studenti del Liceo Campanella

In mattinata, Claudio Cordova ha incontrato gli studenti del Liceo Campanella nell’ambito del Progetto Pon “Scuolinforma” coordinato dalla professoressa Michela Cimmino. La docente ha evidenziato come “il libro di Cordova è un segnale importante per i giovani calabresi e li spinge, come facciamo ogni giorno come scuola, a prendere una posizione, uscendo dalla zona grigia e scegliendo con chiarezza da che parte stare”.

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