Chiusura carcere, l'indignazione del Comitato Sintal | Lamezia ClickLamezia Click

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Chiusura carcere, l’indignazione del Comitato Sintal

Il Comitato Civico “ SINTAL” (Salviamo il Nostro Territorio a Lamezia Terme), esprime tutta la sua più completa indignazione per la vicenda che ha visto la chiusura del carcere cittadino.L’ennesimo “scippo” per la Città- afferma rammaricato l’Avv. Cesare Materasso – presidente del Comitato. Avevamo dato l’allarme l’anno scorso insieme alla locale Camera Penale e con l’aiuto delle categorie sindacali degli agenti della polizia penitenziaria, ma questo campanello d’allarme è rimasto inascoltato nella più completa indifferenza dell’amministrazione e di alcuni amministratori locali e nazionali espressione di questo territorio. Avevamo organizzato anche un sit-in di protesta davanti la Casa Circondariale, ma da lì chi doveva poi agire per il mantenimento è rimasto completamente inerte. Prosegue Materasso- evidenziando come il richiesto Consiglio Comunale aperto del 20.05.2013, avrebbe dovuto costituire la base di partenza per cercare tutti insieme di individuare iniziative tese o a mantenere il carcere, oppure ad approntare nell’immediato da subito una sua riconversione senza lasciar andare via l’Amministrazione Penitenziaria da Lamezia Terme. Invece, l’indifferenza fino alla chiusura. L’inaugurazione dello sportello fatta proprio l’altro giorno all’interno della struttura, mi lascia ancora di più perplesso e preoccupato su come in questa Città vengano gestite le cose. Credo – continua l’Avv. Materasso- che ormai questa Città sia davvero stanca di dover lottare per il mantenimento di quello che si ha da secoli. Basta con l’improvvisazione e l’indifferenza, basta con le passerelle, basta con le difese del territorio fatte solo dalla società civile che deve sempre ribellarsi in Città con comitati e/o movimenti. Ora -conclude l’Avv. Materasso- smettiamola con il piangerci addosso e battiamoci tutti in primis l’Amministrazione e i Parlamentari di ogni colore, a che l’Amministrazione Penitenziaria riconverta al più presto questa struttura e la adibisca a sede del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Solo così si potrebbe riscattare l’ennesimo schiaffo subito che il territorio non accetta più.

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