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Un anno dopo la storia si ripete: carcere lametino verso la chiusura. Speranza e Talarico annunciano battaglia

imageA un anno di distanza la storia si ripete. Questo pomeriggio 51 detenuti sono stati trasferiti dal carcere di Lamezia Terme verso altri istituti penitenziari, attraverso mezzi blindati della polizia penitenziaria. Un fulmine “a ciel sereno” o no verrebbe da chiedersi, visto che proprio lo scorso anno la chiusura del presidio lametino era prevista dal disegno di razionalizzazione degli istituti penitenziari disposto dal Ministro Severino. Era il venerdì prima di Pasqua quando il Comitato Sintal e la Camera Penale avevano mobilitato la città di fronte alla struttura di Via Conforti per dire no alla chiusura.
Una notizia che giunge all’indomani dell’inaugurazione dello Sportello Lavoro e che denota –spiega il Sindaco Gianni Speranza in una nota – “un precipitare della situazione senza nessuna doverosa informazione istituzionale da parte delle autorità preposte”. Nelle scorse settimane – prosegue il Sindaco – “è venuto a parlare con me il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria dott. Salvatore Acerra, al quale ho esposto con chiarezza le mie preoccupazioni. In questi anni ripetutamente il comune di Lamezia si è rivolto al governo, ai parlamentari, ai rappresentanti istituzionali della città ed ai sindacati nazionali del settore, paventando il pericolo della chiusura e proponendo siti per la costruzione di nuove strutture. Anche pubblicamente l’allora Ministro di Grazia e Giustizia On.le Nitto Palma disse che non bisognava essere allarmisti. Il comune di Lamezia farà tutto quello che è nelle sue possibilità affinché la nostra città non perda ruolo ed ulteriore importanza e sarà a fianco delle iniziative che le organizzazioni degli agenti di polizia penitenziaria ed i lavoratori porteranno avanti”.
Impegno per impedire la chiusura viene espresso anche dal presidente del Consiglio regionale Franco Talarico il quale assicura che “l’Istituzione che rappresento promuoverà tutte le azioni che saranno necessarie per garantire il mantenimento di un presidio di sicurezza importante nella sede di Lamezia (terza citta’ della Calabria per densità abitativa) che, in caso contrario, sarebbe l’unica a vedere soppressa la Casa Circondariale in cui lavorano oltre settanta operatori.”
”Auspicando una immediata riconsiderazione di decisioni che porterebbero alla soppressione del carcere di Lamezia e, in attesa di poter incontrare il signor Ministro della Giustizia, mi preme mettere in evidenza – aggiunge il Presidente – che una non augurabile decisione di chiusura, costringerà i familiari di molti detenuti a recarsi in altre sedi per far visita ai propri congiunti; provocherà disagi a magistrati ed avvocati che operano nel Tribunale di Lamezia e non contribuira’ certamente a risolvere, anzi la aggraverà, la questione del sovraffollamento nella carceri che, come ha commentato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è una di quelle questioni che rappresenta ”una mortificante conferma della perdurante incapacitè del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi.”

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