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Amianto, Arpacal e Inail sul territorio lametino per censire le aree di pietra verde

arpacal_inailLAMEZIA TERME (CZ) – Entra nel vivo, anche con sopralluoghi in sito dei tecnici incaricati, la convenzione che l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal) ha siglato con il Centro Ricerche di Lamezia Terme dell’INAIL.Il protocollo – firmato dal Direttore Generale dell’Arpacal, dr.ssa Sabrina Santagati, e dal Direttore del Centro Ricerche di Lamezia Terme, Dr. Sergio Iavicoli – è focalizzato sull’individuazione dei siti estrattivi, autorizzati e non, di pietra verde nell’area di studio, ossia l’intero territorio regionale con aree d’approfondimento come il basso tirreno cosentino ed il tirreno catanzarese. E’ previsto, inoltre, il rilevamento di altre sorgenti di emissione di fibre, quali discariche abusive di rifiuti provenienti dalla lavorazione di inerti, affioramenti non sfruttati economicamente, fronti di scavo per edilizia e infrastrutture.

Presso la sede INAIL di Lamezia Terme (CZ), sita nell’Area Industriale Papa Benedetto XVI , con una prima riunione tra i soggetti tecnici incaricati, ha preso, quindi, avvio ieri la fase operativa della collaborazione scientifica tra i due enti, che prevede anche il monitoraggio ambientale finalizzato alla misura del reale inquinamento da fibre aerodisperse in prossimità degli affioramenti individuati, la valutazione dell’esposizione personale all’amianto da parte dei lavoratori nei siti estrattivi di pietra verde. I campioni prelevati, inoltre, saranno sottoposti a caratterizzazione mineralogico-petrografica per determinare l’entità della presenza di amianto.

Alla riunione hanno preso parte per l’Arpacal, la dr.ssa Teresa Oranges, responsabile del Centro Geologia ed Amianto, con la dr.ssa Alessandra Spadafora, responsabile scientifico del progetto, e il dr. Luigi Dattola; per l’INAIL hanno partecipato all’incontro tecnico la Dott.ssa Antonella Campopiano, responsabile scientifico del progetto, il Dr. Angelo Olori e il p.i. Antonino Iannò.

Inoltre, per fornire un supporto esterno alla convenzione, hanno preso parte anche l’Istituto Superiore di Sanità, con il dr. Biagio Bruni, che si occuperà della valutazione di un potenziale scenario di esposizione della popolazione dovuta alla presenza di affioramenti, e l’A.S.P. di Catanzaro Servizio SPISAL, ambito territoriale di Lamezia Terme, con la partecipazione dell’assistente Tecnico della Prevenzione, geom. Maurizio Conte e il dr. Renato Giardino.

Il gruppo di tecnici ha effettuato anche dei sopralluoghi su alcuni siti in Martirano, San Mango e Conflenti.

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