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Convegno a Lamezia sulla sicurezza sanitaria e la prevenzione del rischio biologico

sicurezza_sanitaria_conv_lameziaLAMEZIA TERME (CZ) – Si è tenuto nel Presidio ospedaliero di Lamezia Terme dell’Asp di Catanzaro il convegno “Sicuramente in Ospedale: la prevenzione del rischio biologico e la sicurezza dell’operatore alla luce della Direttiva 32/2010/UE”, al quale tra gli altri hanno preso parte il Dott. Gerardo Mancuso, Direttore Generale dell’Asp, la dott.ssa Annalisa Spinelli, direzione sanitaria ospedale, Dott.ssa Raffaela Renne, Medico competente, Dott.ssa Micaela Scalese, Servizio di Farmacia.L’iniziativa, promossa dalla Direzione Medica del Presidio e dalle Unità operative Farmacia e Medico Competente, è stata finalizzata a favorire l’adozione nella pratica clinica dei nuovi dispositivi di sicurezza che garantiscono una riduzione significativa delle punture accidentali e delle ferite da taglio. Ogni anno si registrano nel mondo oltre due milioni di infortuni biologici negli operatori sanitari, causati da ferite con oggetti taglienti ed acuminati, contaminati da pazienti affetti da malattie trasmissibili per via ematica. In Italia sono attesi circa centomila infortuni biologici ogni anno, con un costo diretto stimato di 72 milioni di €.

Nel panorama dei potenziali rischi per la sicurezza dell’operatore attribuibili all’assistenza sanitaria, le punture accidentali e le esposizioni muco cutanee giocano un ruolo di primo piano. I dati indicano che ogni anno fino al 60% degli operatori subisce un incidente con elevato impatto clinico ed economico e sociale, infortuni che si possono comunque ridurre dell’80-95% adottando adeguati dispositivi di sicurezza.

Secondo studi di controllo le punture accidentali possono essere prevenute adottando misure di dimostrata efficacia atte a ridurre il rischio di trasmissione di microrganismi potenzialmente patogeni nel corso dell’assistenza sanitaria. Gli sforzi tesi a ridurre la percentuale di tali complicanze, oltre che sull’utilizzo dei medical device (dispositivi medici) dotati di appropriati sistemi di sicurezza e nell’adozione delle precauzioni standard, devono essere incentrati sulla “cultura della sicurezza” nel luogo di lavoro e sulla promozione della “best practice” (migliore pratica) per rendere più sicure le pratiche operative a rischio.

Per il Dott. Mancuso “La direttiva UE sulla prevenzione delle ferite da taglio o da punta offre un’opportunità concreta e necessaria per introdurre pratiche di lavoro più sicure”.

Negli ultimi anni, il personale sanitario a rischio, in maggior parte quello infermieristico, ma non solo, ha potuto notare una diminuzione dei casi di puntura accidentale grazie a molti fattori: adozione di dispositivi di sicurezza, maggiore informazione e formazione sul tema, adozione di linee guida dedicate al problema e di adeguate normative.

Il tema dell’incontro è stato sviluppato con il contributo della Dott.ssa Spinellli che è intervenuta sui riferimenti normativi, della Dott.ssa Renne che ha relazionato su rischio biologico e ruolo del medico competente, della Dott.ssa Scalese che si è soffermata sulla sicurezza totale, sui dispositivi di protezione individuali (DPI) e dispositivo-vigilanza.

Il Direttore dell’UO Farmacia, Dr. Josè Aloe, ha dichiarato che “L’adozione della Direttiva Europea 32/2010, che recepisce l’accordo quadro siglato da HOSPEM e FSESP (Organizzazioni sindacali dei lavoratori de settore sanità e dei datori di lavoro), si accompagna all’utilizzo, da parte degli operatori sanitari, di dispositivi medici, come siringhe, aghi-cannula, aghi a farfalla, che, rispetto ai precedenti, sono provvisti di un meccanismo di sicurezza, quale parte integrante del dispositivo stesso, attivabile facilmente con una mano sola ed in grado di creare una barriera fisica permanente tra ago ed operatore; in aggiunta alle summenzionati peculiarità innovative, molti devices presentano dei sistemi a circuito chiuso che offrono garanzia di sicurezza e qualità, essendo ridotti al minimo gli accessi intermedi che fungono da veicolo di trasmissione di germi patogeni.

Il traguardo raggiunto da tali dispositivi si concretizza nella coniugazione della massima qualità della cura associata al minor rischio per l’operatore e per il paziente, con un positivo impatto economico, poiché i costi indiretti sono ridotti entro un limite accettabile, se non del tutto annullati.”

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