Cristo nell’urina. Ma quale arte? · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Cristo nell’urina. Ma quale arte?

mercoledì 11 novembre 2015

crLUCCA – Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo con in testa il ministro Dario Franceschini, il Comune di Lucca e la Provincia, sono partner istituzionali e quindi anche co-finanziatori, di un evento che prenderà il via il 21 novembre a Lucca e proseguirà sino al 13 dicembre. Si tratta di una mostra fotografica Photolux in cui esporranno anche degli autori spesso discussi.

Due nomi, Bettina Rheims ed Andres Serrano. La prima autrice, tra le altre in passato, di una Vergine Maria ritratta con una generosa scollatura sui seni e con sguardo provocante, il secondo è autore di “Piss Christ” letteralmente “Cristo di piscio”, una fotografia del 1987 che mostra un crocifisso immerso in un bicchiere di urina dell’autore. Il percorso della mostra ha per tema “Sacro e profano”, tuttavia ciò che colpisce è che le fotografie riguardanti l’Islam, al contrario di quelle con soggetti cristiani, non siano per niente umilianti o caustiche, ma raccontino con molto rispetto, almeno così riportano coloro che l’hanno visitata, l’integrazione e il vissuto religioso dei fedeli. Ora il problema, non è di una presunta “troppa tolleranza” nei confronti dell’Islam: al contrario, la stessa attenzione e la stessa cautela, giustissime, perché si tratta di un tema delicato come il vissuto ed il sentimento religioso, che viene adottata per trattare la religione musulmana, piuttosto dovrebbe essere mantenuta anche riguardo a soggetti cristiani. E invece ci ritroviamo con il Cristo nell’urina.

Fin qui la notizia, se di notizia si può parlare.

Spontanee alcune piccole e veloci considerazioni che non hanno la pretesa di essere esaustive.
Qualche reprimenda? Pensosi interventi contro gli eccessi dell’arte blasfema e le fantasiose profanazioni dell’iconografia cristiana? Al massimo l’invettiva di qualche prelato? Qualche petizione per bloccare la mostra? Nell’Occidente evoluto siamo grazie a Dio lontanissimi dalle rappresaglie letali di Bengasi per un film quanto si voglia offensivo del profeta Maometto. Siamo tolleranti e democratici: forse troppo. Siamo passati dalla popstar più famosa nel mondo che si chiama Madonna e che nei suoi concerti era solita issarsi su una croce, ad imbrattare il volto nel Figlio di Dio, “Il Salvator mundi” di Antonello da Messina, incombente sul palcoscenico di una rappresentazione teatrale, con degli escrementi; crocifiggere una rana perché fa tanto chic più che choc, senza dimenticare qualche anno fa che alla Mostra del Cinema di Venezia, fu ospite un’attricetta che arrivò a masturbarsi con un crocifisso. Proteste? Qualcuna, timida. Un avvocato sporse denuncia per vilipendio alla procura di Venezia mentre il regista del film disse che non si tratta di blasfemia: “però mi piace scioccare”.

Ecco il trucco. La maggioranza delle opere sono costruite per stupire. Tranelli perfetti con l’alibi dell’arte contemporanea. I titoli di giornale fanno da volano pubblicitario e, in assenza di una legislazione che delimiti i confini tra arte e pura offesa, non c’è di meglio che suscitare magari qualche protesta, di un qualche cattolico più impulsivo, per ottenerne un’indiretta visibilità.
Considero questa “opera d’arte” dissacrante e di cattivo gusto. Non credo però, sia necessario censurarla. Se una cosa ci distingue dalla babele dei paesi che fanno del fondamentalismo la propria bandiera, è la tolleranza, la libertà di pensiero e quella di espressione …Ma non chiamatela opera d’arte, per carità! Serrano ha messo la sua urina e un po’ di sangue in un bicchiere di vetro, ci ha messo il Crocifisso e ha fatto una foto. Dove è la bravura? Beh, vuole avere la libertà di espressione. Allora voglio averla anch’ io, perché non riesco a tacere!

Serrano se ancora gira con questa foto del 1987, per far parlare di questa schifezza, è perchè non se lo fila nessuno. Sono andata su Wikipedia ed è riportato che per le sue foto utilizza liquidi corporei come il sangue, lo sperma o il latte materno e che ha “studiato” “arte”, al Brooklyn Museum and Art School. Si lo so, sto facendo il suo gioco, ne sto parlando anche io, ma non sono mica Indro Montanelli! Non mi leggerà nessuno. Ora, sarò pure all’antica, ma per me un artista è Raffaello, Michelangelo, Leonardo. L’artista è colui che esercita un’arte, un mestiere. In questo caso il mestiere di dipingere, scolpire la pietra. Un tempo, gente come Leonardo, Michelangelo, stupivano anche per la loro capacità, oltre che per i contenuti ( dove addirittura qualche volta tutta quella bellezza veniva definita scandalosa). Oggi ci sono artisti che si spacciano per attori e non conoscono la dizione, cantanti che non hanno mai studiato la musica, scrittori che non conoscono la grammatica… Idem per pittori e scultori. Come fare, perché si parli di loro? Fare cose belle? Troppo difficile… Allora cercano solo lo scandalo, purché se ne parli. E la stizza è, che c’è sempre qualche sapientone che per sentirsi “à la page” è pronto a parlare di queste (presunte) opere come se fossero Monna Lisa o La Pietà.

Al di là del discorso religioso, qualsiasi “opera” turbi la sensibilità dell’opinione pubblica o di buona parte di essa dovrebbe essere categoricamente proibita e ovviamente per qualunque simbolo religioso è da esigere rispetto. Tra i principi di libertà va annoverato anche il diritto a non essere offesi, il principio elementare secondo cui la libertà di ciascuno cessa quando urta quella del vicino e che ormai è nel dimenticatoio, sepolto dalle “provocazioni” ben remunerate di sedicenti artisti!

Nel caso della mostra di Lucca più che di sacro e profano si tratta solo di un triste esempio di come, il sentimento religioso dei cristiani è umiliato e svilito, mentre il rispetto lo si riserva solo ad altri…
Opera d’arte? Ho un’idea da proporre a questi sedicenti artisti: provate a mettere un Corano nell’urina e poi vediamo cosa succede…

Luisa Loredana Vercillo

 

 

 

 

loading...