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Udienza, Francesco: “Il capolavoro della società è la famiglia, l’uomo e la donna che si amano!”

mercoledì 29 aprile 2015

udienza_cuori“Sei contento tu? E tu?” Si apre così l’udienza di questa mattina in piazza San Pietro. Con il Papa che ha fatto salire a bordo della papamobile due bambini vestiti da chierichetti e a cui ha chiesto se erano contenti di avere un “passaggio” così inusuale.
Ed infatti appena arrivato in piazza, alle 9.35 circa, il Papa ha indugiato sulla “papamobile” prima di partire per il consueto giro intorno alla piazza, e poi girandosi verso i fedeli, circa 20.000 quelli presenti oggi, ha fatto il segno “due” con l’indice e medio della mano destra.

A quel segnale, sono accorsi due ragazzi vestiti da chierichetti, con il volto sorridente, e sono saliti sulla jeep bianca scoperta per fare compagnia a Papa Francesco. Oggi molti studenti in piazza ed anche i partecipanti al torneo calcistico delle università romane. Immancabili le soste per i “selfie” richiesti dai fedeli e gli abbracci e i baci ai bimbi. Anche il rito dello “scambio dello zucchetto” è stato rispettato. Prima di salire a piedi sul sagrato, il Papa ha salutato i due chierichetti benedicendoli con un segno di croce sulla fronte.
L’ episodio delle Nozze di Cana è al centro della catechesi odierna, Maria intercede presso il Figlio nella festa di matrimonio dove il vino finisce. “Fate quello che vi dirà” dice la Madre ai servi dando il via al primo miracolo e alla vita pubblica di Cristo. Cristo è l’invitato principale delle nozze dal quale non si può prescindere.

L’evangelista Giovanni, spiega subito il Pontefice , all’inizio del suo Vangelo, narra l’episodio delle nozze di Cana, a cui erano presenti la Vergine Maria e Gesù, con i suoi primi discepoli. Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria.” “E questo ci fa ricordare il libro della Genesi, quando Dio finisce l’opera della creazione e fa il suo capolavoro”, ha aggiunto a braccio: “Il capolavoro è l’uomo e la donna. E qui Gesù incomincia i suoi miracoli con questo capolavoro: in un matrimonio, in una festa di nozze, un uomo e una donna. E così Gesù c’insegna che il capolavoro della società è la famiglia, l’uomo e la donna che si amano. Questo è il capolavoro”. “Dai tempi delle nozze di Cana, tante cose sono cambiate, ma quel segno di Cristo contiene un messaggio sempre valido”, ha assicurato il Papa.

” Oggi, ha continuato, sembra non facile parlare del matrimonio come di una festa che si rinnova nel tempo, nelle diverse stagioni dell’intera vita dei coniugi. E’ un fatto che le persone che si sposano sono sempre di meno. E’ un fatto! In molti Paesi aumenta invece il numero delle separazioni, mentre diminuisce il numero dei figli. La difficoltà a restare assieme, sia come coppia, sia come famiglia, porta a rompere i legami con sempre maggiore frequenza e rapidità, e proprio i figli sono i primi a portarne le conseguenze.”

Il Pontefice poi si sofferma sui giovani sulla loro paura di affrontare il matrimonio: “Se sperimenti fin da piccolo che il matrimonio è un legame “a tempo determinato”, inconsciamente per te sarà così. In effetti, molti giovani sono portati a rinunciare al progetto stesso di un legame irrevocabile e di una famiglia duratura. Credo che dobbiamo riflettere con grande serietà sul perché tanti giovani “non se la sentono” di sposarsi. Questa è una delle preoccupazioni che emergono al giorno d’oggi: perché i giovani non si sposano? Perché spesso preferiscono una convivenza, e tante volte “a responsabilità limitata”? Perché molti hanno poca fiducia nel matrimonio e nella famiglia? E’ importante cercare di capire, se vogliamo che i giovani possano trovare la strada giusta da percorrere. Perché non hanno fiducia nella famiglia?”

Francesco mette in luce che le difficoltà non sono solo di carattere economico, “sebbene queste siano davvero serie”: “Molti ritengono che il cambiamento avvenuto in questi ultimi decenni sia stato messo in moto dall’emancipazione della donna. Ma nemmeno questo argomento è valido. E’ una forma di maschilismo, che sempre vuole dominare la donna. Facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: ‘Ma perché hai mangiato il frutto?’, e lui: ‘Lei me l’ha data’. E la colpa è della donna. Povera donna! Dobbiamo difendere le donne, eh!”.  ha aggiunto ancora a braccio. “In realtà, dice ancora Francesco, quasi tutti gli uomini e le donne vorrebbero una sicurezza affettiva stabile, un matrimonio solido e una famiglia felice. La famiglia è in cima a tutti gli indici di gradimento fra i giovani; ma, per paura di sbagliare, molti non vogliono neppure pensarci; pur essendo cristiani, non pensano al matrimonio sacramentale, segno unico e irripetibile dell’alleanza, che diventa testimonianza della fede. Forse proprio questa paura di fallire è il più grande ostacolo ad accogliere la parola di Cristo, che promette la sua grazia all’unione coniugale e alla famiglia.”

E per dire la bellezza del sacramento Francesco sostiene che “la testimonianza più persuasiva della benedizione del matrimonio cristiano è la vita buona degli sposi cristiani e della famiglia. Il matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e di bene per l’intera vita coniugale e familiare.” Il Papa ricorda nei primi tempi del Cristianesimo, questa grande dignità del legame tra l’uomo e la donna “sconfisse un abuso ritenuto allora del tutto normale, ossia il diritto dei mariti di ripudiare le mogli, anche con i motivi più pretestuosi e umilianti”. E insiste “nell’ uguaglianza tra i coniugi” che “deve oggi portare nuovi frutti”. E’ importante dunque “la testimonianza della dignità sociale del matrimonio” che “diventerà persuasiva proprio per questa via, la via della testimonianza che attrae”.

Francesco indica “la via della reciprocità” tra l’uomo e la donna, la “loro complementarietà” per dare testimonianza. Testimonianza a cui i cristiani sono chiamati con maggior forza dallo stesso pontefice che chiede per esempio di “sostenere con decisione il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro; la disparità è un puro scandalo! Nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, di degrado, di violenza familiare”.

Infine un’esortazione: non avere paura “di invitare Gesù alla festa di nozze! E anche la sua Madre Maria! I cristiani, quando si sposano “nel Signore”, vengono trasformati in un segno efficace dell’amore di Dio. I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità, dell’intera società.”

Luisa Loredana Vercillo

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