Operazione "Chimera": Teresina Cerra mente della cosca "Cerra – Torcasio –Gualtieri" | Lamezia ClickLamezia Click

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Operazione “Chimera”: Teresina Cerra mente della cosca “Cerra – Torcasio –Gualtieri”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – A capo dell’organizzazione criminale, il trio Teresina Cerra – Nino Cerra – Emilio Francesco Gualtieri. Teresina Cerra, 75enne, era la mente della cosca “Cerra – Torcasio – Gualtieri”, un sodalizio criminale dedito prevalentemente ad estorsioni praticate con metodi di bassa lega, come entrare nei negozi e prendere abbigliamento senza pagare. Mentre la cosca Giampà veniva sgominata dalle operazioni della magistratura, il vuoto sul territorio lametino era colmato dai superstiti della guerra fratricida che dal 2010 – anno in cui la cosca prima si era spaccata – ha insanguinato con 24 omicidi la città di Lamezia Terme.Questo il quadro dell’operazione “Chimera” coordinata dalla Dia di Catanzaro che questa mattina ha fatto scattare le manette per 26 persone appartenenti alla cosca “Cerra – Torcasio – Gualtieri”: tra questi, tre sono andati ai domiciliari (Angela Torcasio, Aurora Ranieri, Lucia Vaccaro) e due sottoposti a obbligo di dimora (Angelina Torcasio, Antonio Gualtieri).

“Con questa operazione diamo un segnale ai commercianti lametini che ricevono intimidazioni, diciamo loro che possono fare affidamento alle forze dell’ordine e denunciando le cose cambiano” ha affermato in conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Lombardo che ha sottolineato il ruolo determinante delle donne “che si dimostrano più fedeli agli ideali mafiosi rispetto agli uomini” indicando in Teresina Cerra la “mente” dell’organizzazione criminale insieme a Nino Cerra e a Emilio Francesco Gualtieri.

Tra gli altri reati contestati agli arrestati, traffico di armi, reati in materia di appalti pubblici e traffico di droga. Una cosca “operativa”, la definisce il magistrato, che aveva sotto controllo l’area di Nicastro e il quartiere di Capizzaglie, della quale i Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e di Lamezia Terme sono riusciti a ricostruire 34 casi di estorsione accertata messi in atto tra il 2010 e il 2014.

“Non ci sono novità, ma tante conferme e approfondimenti che ci consentono di tagliare sempre più bassa l’erba del giardino in cui crescono le organizzazioni criminali “ ha affermato il colonnello Ugo Cantoni che insieme al comandante del reparto operativo Paci ha evidenziato il ruolo chiave delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nel ricostruire il materiale informativo che con gli arresti di questa mattina ha decapitato quella che gli inquirenti definiscono “la seconda grande cosca” dopo i Giampà operante sul territorio lametino.

Soddisfatto il comandante dei carabinieri di Lamezia Terme Fabio Vincelli per il quale “il lavoro di magistratura e forze dell’ordine a Lamezia sta dando i suoi frutti” , dimostrando che “i risultati nella lotta alla criminalità si raggiungono con un lavoro sinergico di tutte le componenti investigative e con il ruolo determinante dei commercianti che scelgono di collaborare”.

Salvatore D’Elia

 

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