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Operazione “Arianna”: “Marco Lento trasportava la droga da Milano a Roma”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – La droga viaggiava in treno da Milano a Roma. Nel capoluogo lombardo Marco Lento si approvvigionava del carico, che veniva subito trasportato a Roma per essere spacciata sia nella capitale che a Lamezia, annoverando tra i clienti “imprenditori facoltosi”. Tutto comprovato da intercettazioni telefoniche e da ricariche settimanali su una postepay formalmente intestata a Francesco Pontieri ma materialmente utilizzata da Gino Daponte. A capo dell’organizzazione, secondo quanto riferito da due test, Daponte Peppino. Questo il quadro che emerge dall’Operazione “Arianna” della Questura di Catanzaro condotta dagli uomini del commissariato di Polizia di Lamezia Terme che questa mattina ha portato all’esecuzione di provvedimenti cautelari in carcere a carico di Gino Giovanni Daponte, Francesco Salvatore Pontieri, Peppino Daponte, Marco Lento.
Tutti pluripregiudicati per spaccio di sostanze stupefacenti con la formula di “recidiva reiterata pluriquinquennale”, ad eccezione di Marco Lento, con precedenti giudiziari legati, oltre che alla droga, a episodi di violenza negli stadi essendo il giovane attivo tra gli Ultras della Vigor.
“Non abbiamo eliminato il traffico di droga ma abbiamo colpito la testa dell’organizzazione”. E’ il commento del dirigente del commissariato lametino Antonio Borelli che, pur mantenendo massimo riserbo sui nomi, ha evidenziato come “nel caso dei clienti facoltosi, soprattutto imprenditori, erano gli stessi capi dell’organizzazione a consegnare i carichi di droga”.
Intercettazioni telefoniche e ambientali, transazioni sulla postepay, dichiarazioni di “clienti” attendibili. Questi gli elementi che – ha spiegato il Procuratore Domenico Prestinenzi –“hanno consentito di ricostruire il quadro dell’attività dell’organizzazione. Dalle dichiarazioni rese da una persona, si è accertato che Marco Lento è stato a Milano e qui ha ricevuto da Gino Daponte un involucro contenente cocaina. La dichiarazione è confermata dall’intercettazione di una telefonata ricevuta da Lento da parte di Gino Daponte in un orario coincidente con quello del presunto arrivo da Milano a Roma”.
Elemento centrale per ricostruire il quadro, le ricariche settimanali sulla postepay intestata a Pontieri e utilizzata da Gino Daponte. Determinante anche la “visita” degli inquirenti all’appartamento romano di Marco Lento dove sono stati trovati 25 grammi di cocaina purissima, 65 grammi di canapa indiana, 3.630 euro in contante, un bilancino e un’agendina su cui erano annotati i nomi dei clienti.
Per quanto riguarda gli altri due – ha aggiunto Prestinenzi – “ci sono dichiarazioni convergenti da parte di due diversi cessionari della sostanza stupefacente. Entrambi sono stati in grado di riconoscere in foto Peppino Daponte e Francesco Pontieri ed entrambi identificano in Peppino Daponte il capo del gruppo”.
Loda il lavoro del commissariato lametino il Questore di Catanzaro Vincenzo Carella che ha sottolineato “l’attenzione della Questura catanzarese per Lamezia che è centro nevralgico”: “nel lotta al traffico della droga noi impieghiamo le massime risorse” ha aggiunte Carella evidenziando come a Lamezia l’azione degli inquirenti stia dando “risposte quotidiane” su più fronti.

Salvatore D’Elia

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