“La Resistenza radice della nostra democrazia”, ne ha parlato a Lamezia il docente Mantelli
LAMEZIA TERME (CZ) – Ad aprire la serie di incontri organizzati dal Centro “Riforme-Democrazia-Diritti”, nell’ambito dell’iniziativa “La Resistenza radice della nostra democrazia”, nella ricorrenza dei 70 anni della Liberazione dal regime fascista e dall’occupazione delle truppe tedesche, ha avuto luogo, a Palazzo Nicotera, una conversazione con Brunello Mantelli, docente Unical di Storia contemporanea ed il giornalista Pantaleone Sergi, presidente ICSAIC.
“Riguardo all’interesse per questa data storica, 25 aprile 1945, quest’anno si respira un clima diverso e contagioso, al quale sicuramente ha contribuito la particolare attenzione che vi ha dedicato il Presidente della Repubblica. Si tratta di una data che ha segnato il vero Risorgimento del nostro Paese – ha affermato Pantaleone Sergi, sottolineando poi come- la Resistenza sia stata il frutto di una scelta difficilissima, ovvero quella del partigianato contro quella di arruolarsi nel costituendo esercito di Salò. Da una parte si combatteva ancora al servizio di Hitler e Mussolini e dall’altra per l’idea di libertà”.
L’incontro, presieduto da Costantino Fittante (presidente di “Riforme-Democrazia- Diritti) si è snodato sul significato della Resistenza, “sul suo essere non solo movimento nazionale ma anche europeo e quindi sulle differenti modalità di lotta nei territori poiché, infatti, laddove i regimi fascisti erano al potere significava andare contro i governi stessi”. Si è poi affrontata la questione sulla discussa partecipazione del sud. “Fino a pochi anni fa, secondo la storiografia ufficiale, il fenomeno della Resistenza ha riguardato esclusivamente il nord – ha sostenuto il giornalista – ma, anche se è vero che i nuclei più forti dei partigiani operavano nell’Italia settentrionale, in queste bande del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia, c’erano calabresi e altri meridionali. Inoltre, episodi come ‘l’insurrezione di Matera’, ‘le quattro giornate di Napoli’ testimoniano di una micro Resistenza anche al Sud”, ed ha aggiunto: “ Penso che il meridione, comunque, sia stato una sorta di grande retrovia della guerra che si combatteva al nord, un laboratorio della nuova democrazia portata da quel vento. Dall’autunno del ’43 fino all’aprile del ’45 si avvertiva ovunque quello stimolo necessario per far rinascere dalle macerie della guerra un paese nuovo”.
Il prof. Mantelli si è soffermato a lungo sulla presenza del sud estremamente ignorata non solo nella Resistenza ma anche nella deportazione politica. Argomentazioni le sue, suffragate dagli studi condotti presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Torino, promossi da ANED (Associazione Nazionale Deportati).
Infine, alcune riflessioni sul ruolo che ebbero le donne nella Resistenza ma anche nella guerra: i primi segnali di emancipazione ma anche i gravi disagi in ragione di quelle dimensioni di soggettività che solo oggi vengono dichiarate.
Ad intervallare gli interventi dei relatori, brani di Quasimodo, Calamandrei e Lusso, interpretati da Valeria D’Agostino (di Manifest).
I prossimi due appuntamenti inseriti nell’iniziativa comprendono la proiezione, lunedì 11 maggio, del docufilm “Anna, Teresa e le Resistenti”, alle ore 10,30 presso l’Auditorium del Liceo Campanella, e un ultimo incontro sulla Costituzione, con la proiezione del documentario “La Rinascita del Parlamento”.
Elisabetta Mercuri


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