M5S, lettera aperta ai lavoratori di Calabria Etica: “Spezzate le catene”
LAMEZIA TERME (CZ) – Care amiche, cari amici, consentitemi di rivolgermi a Voi così, L’episodio dell’annullamento di 4 progetti finanziati, tramite la Regione, dall’Unione Europea e coinvolgente ben 250 di voi, mi ha indotto a dedicarvi queste poche righe. Come state verificando sulla Vostra pelle e come avrete letto dalla nota della Regione, le cosiddette opportunità di lavoro che Vi sono state offerte, erano state frettolosamente congegnate, con macroscopici errori amministrativi e disinvolture progettuali, in carenza di copertura finanziaria e di convenzione, al solo scopo di farle coincidere con le scadenze dell’elezioni regionali prima e comunali, poi.
Mi direte, va bene la fretta, va bene l’approssimazione, va bene la strumentalità, ma un posto di lavoro è sempre un posto di lavoro. É vero, sono d’accordo! Valutate voi, però, se un posto di lavoro, vale il sacrificio di essere usati come scudi umani a difesa di Pasqualino Ruberto dalle giuste accuse di clientelismo. Se vale il sacrificio di essere indicati al pubblico ludibrio di un’intera nazione in seguiti talk show televisivi e sulla stampa locale e nazionale. Se vale la prospettiva di tornare ad essere disoccupati di qui a poco (per quelli che ancora lavorano), a progetto finito e con l’abolizione dei lavori a progetto, essendovi per anni bruciati le prospettive di concorrere a trovare un impiego stabile. Se la risposta è ancora positiva, aggiungo, quali criteri sono stati utilizzati per retribuire alcuni di voi meno di 10.000 euro l’anno e altri oltre 70.000 euro l’anno? Sicuri che questi grossi squilibri dipendano da professionalità, competenze, merito e, sopratutto, dall’impegno profuso nel lavoro?
Ancora convinti di dover essere riconoscenti a chi vi ha dato questa opportunità? Allora l’ultima riflessione: è giusto continuare a lavorare per chi non Vi paga o non Vi paga da mesi, a causa di ignoranza delle procedure o dei vostri diritti e dell’indifferenza nei vostri confronti?
Cari amici, questo è il punto: chi ci ha guadagnato dalle vostre assunzioni, Voi o lui? E senza di Voi, il Vostro sostegno, quello delle Vostre famiglie e dei Vostri amici, lui quanto conterebbe? E quanto conterà ora che non è più il vostro presidente? Che fare allora? Riacquistate la vostra dignità di uomini e donne liberi; rivendicate con forza i vostri diritti verso i veri responsabili della Vostra situazione (e noi saremo sempre al Vostro fianco); votate chi volete ma fatelo con la Vostra testa. Rispondetemi pure, se volete, ma non fatelo sotto dettatura.
Noi del M5S non possiamo promettere un posto di lavoro per ognuno di voi, magari a chiamata diretta, possiamo dirvi però che ci impegneremo per creare le condizioni che consentano a Lamezia di far nascere centinaia, migliaia di nuovi posti di lavoro, nelle nuove professioni, nei servizi innovativi, nelle nuove forme di commercio, nello sviluppo delle tecnologie con le energie rinnovabili, in una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, con un corretto uso dei fondi europei e delle altre risorse che riusciremo a reperire (e ci riusciremo). Non incarichi a progetto, dove vengono mortificate le professionalità di ciascuno, ma posti di lavoro veri. Noi non offriamo soldi a nessuno, ma lottiamo per consentire a ciascuno di noi di risparmiare e pagare il giusto, come abbiamo fatto nella vertenza giudiziaria che abbiamo aperto con il Comune per gli illegittimi aumenti IMU 2003/2004, pagandola di tasca nostra, vincendola in ogni sede e costringendo il Comune stesso a restituire ai cittadini qualcosa come 10 milioni di euro. Istituiremo il REDDITO DI CITTADINANZA o assegno civico, come accade in tutte le città governate dal M5S (da ultimo la città di Ragusa), per sostenere chi si trova in condizioni di difficoltà o indigenza.
Comunque vada, care amiche e cari amici, lotteremo con Voi, auguri e … spezzate le catene!
GIUSEPPE D’IPPOLITO, candidato a sindaco per M5S


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