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17 e 18 gennaio al Teatro Politeama lo spettacolo in esclusiva regionale "L'astice al veleno"Dopo il successo della lunga tournée dello scorso anno, 129 repliche e oltre 100.000 spettatori, stasera e domani alle ore 21.00, sarà Vincenzo Salemme, per la prima volta a Lamezia Terme a riaprire, con un'altra ESCLUSIVA REGIONALE, il cartellone della Stagione di Prosa 2011.2012 del Teatro Politeama con la direzione artistica di Angela Dal Piaz. Nella triplice veste di autore, attore e regista, il bravissimo e prolifico attore partenopeo porterà in scena una divertente commedia dal titolo L'ASTICE AL VELENO. Brillante e romantica, basata su un meccanismo comico farsesco che è la cifra stilistica dell'autore, la commedia ha come protagonisti Barbara e Gustavo. La vicenda si svolge interamente nella notte del 23 dicembre. Lei, attrice al suo debutto teatrale, è innamorata di Matteo, regista dello spettacolo ammogliato e traditore. Stanca del suo ruolo di amante, Barbara vuole lasciare Matteo e gli prepara una gustosa cenetta innaffiata da un buon vino al cianuro di potassio, ma a sconvolgere i piani della nascente starlettina interviene Gustavo, un pony express in costume da Babbo Natale che deve consegnare dei regali... LA SCHEDA L'astice al veleno è l'ultima commedia che il prolifico Vincenzo Salemme ha scritto appena un anno fa. Sempre basata su un meccanismo comico farsesco, che è la cifra dell'autore, porta in sé i caratteri della commedia brillante e romantica. Protagonisti sono Barbara e Gustavo. Lei è un'attricetta che sta provando uno spettacolo ed attualmente è l'amante addolorata e delusa del regista, un inseparabile ammogliato. Gustavo invece è un pony express che porta in giro pacchi dono per il Natale imminente. La vicenda infatti nasce e finisce nella giornata del 23 dicembre. Nel teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni, in scena coi protagonisti ci saranno quattro figure molto particolari: sono le statue raffigurate nella scenografia, una lavandaia del Cinquecento, uno scugnizzo di Gemito, un poeta rivoluzionario proveniente dal Regno delle Due Sicilie, un "munaciello", figura mitologica dell'iconografia popolare napoletana, che si esprime come un primitivo. Barbara è una donna molto suscettibile e sognatrice e, proprio per questa sua fragilità psicologica, parla con queste figure inanimate che però nella sua fantasia prendono vita. Solo lei (e il pubblico in sala) le vede "vivere". E invece quando in teatro arriva Gustavo, col costume di Babbo Natale per una consegna, anche per lui le statue si animano. È il segno che tra i due c'è molto in comune. Barbara decide di mettere fine alla sua relazione con il regista adultero attuando un piano diabolico e a tal fine organizza una cena a lume di candela in teatro. Il tutto condito dalle incursioni di un astice vivo da cucinare, ma che nessuno ha il coraggio di ammazzare. Vincenzo Salemme, come sempre alla direzione dello spettacolo e in scena con il suo affiatato gruppo di attori, introduce come novità una decina di pezzi inediti cantati dai personaggi, passaggi musicali che spezzano e alleggeriscono il ritmo convulso delle battute. |