Calabria Palcoscenico 2008 | LameziaClick.com

19 novembre 2008 (Teatro Umberto)"Dialoghi sulla grande fuga",scena da concerto sull'opera 134 di Ludwig Van Beethoven 22 novembre (Teatro Umberto)"Le tre male bestie" Luigi S

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Mercoledì 19 Novembre 2008 01:00
 

19 novembre 2008 (Teatro Umberto)
"Dialoghi sulla grande fuga",
scena da concerto sull'opera 134 di Ludwig Van Beethoven



22 novembre (Teatro Umberto)
"Le tre male bestie"
Luigi Sturzo
con la Compagnia teatrale Scena Verticale

Figura autorevole di uomo politico ed esponente di primo piano del movimento cattolico italiano, Luigi Sturzo fu il principale artefice dell'inserimento delle masse popolari cattoliche nello Stato italiano in chiave laica e democratica, strenuo difensore delle autonomie locali, convinto sostenitore del ruolo dei partiti politici, considerati le arterie della società civile e strumenti primari di libertà.

"Della figura di don Luigi Sturzo ci colpisce la sua capacità di autonomia, il suo rifiuto di aderire ai dettati di un'ideologia, rivendicando per sé la libertà di esercitare il proprio pensiero, rivendicando all'uomo la necessità di affermare posizioni etiche, spirituali e morali. Ci colpisce la sua capacità di essere coscienza critica all'interno del suo stesso partito, di essere una spina nel fianco della stessa chiesa, di essere rispettoso dell'esperienza laica. Ci colpisce per il fatto di non essersi mai sottomesso ai poteri costituiti, di essere convinto antifascista, anche mettendo a repentaglio gli interessi della chiesa che lo allontana costringendolo all'esilio. Ci colpisce per la sua capacità di alzare il livello civile e morale del dibattito. Soprattutto oggi che il livello del dibattito è precipitato così in basso. Il suo insegnamento ci dice che al di fuori di un comportamento etico, morale e civile gli uomini non hanno un futuro sostenibile. Quanto mai importante per quanti di noi è già diventato insostenibile."



2 Dicembre (Teatro Umberto).
"Questi fiori li ho raccolti stamattina"
Giuseppe Di Vittorio
a cura di Teatro Palermo Festival

La parabola biografica di Giuseppe Di Vittorio ben si coniuga con i grandi processi di trasformazione economica e politica che hanno attraversato l'Italia tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento e con lungo di riscatto sociale del mondo del lavoro.
La Puglia, ma non solo, la situazione dei braccianti - immigrati - schiavi di oggi e le lotte dei braccianti ignoranti e ignorati di ieri. Tra ricordi e inchieste, tra vicende storiche e memorie riportate, prende vita il sogno di un uomo, di un bracciante divenuto sindacalista che voleva cambiare l'Italia. Giuseppe Di Vittorio visse la militanza politica così come quella sindacale come un'adesione quasi "fisica" ai bisogni umani. La sua personalità si è imposta all'attenzione di tutti gli italiani soprattutto in questi ultimi anni, e il solo fatto di sapere che l'uomo che ha raggiunto un così elevato posto nel mondo e che assomma nella sua persona una così alta responsabilità era in gioventù un bracciante pugliese, suscita interesse e curiosità in un pubblico assai vasto e non solo a sinistra. Ed è questo aspetto della sua personalità che abbiamo voluto ricordare, bracciante in mezzo ai braccianti, uomo tra gli uomini, quello che purtroppo forse manca oggi a questi nuovi "schiavi" delle terre del Sud.


7 Dicembre (Teatro Umberto)
"Questa volta ci sono i danari"
Donato Menichella
a cura della Compagnia La Pecora Nera

In una piccola stazione di provincia Vincenzo Menichella, figlio di donato, incontra uno strano soldato che non rivela mai la sua identità. L'incontro diventa un'occasione per lui, a quanto pare, attesa da lungo tempo, per parlare di suo padre. Il soldato ascolta e interviene su molti punti che conosce meglio di Vincenzo, spiazzando di volta in volta il ragazzo.
Solo alla fine il padre, senza volerlo, gli rivelerà l'identità del soldato. Tra eventi storici e qualche libertà teatrale, lo spettacolo racconta in generale il superamento delle gravi difficoltà attraversate dal capitalismo italiano tra le due guerre mondiali e il suo decollo nel secondo dopoguerra, dovuto a una svolta nell'azione economica dello Stato, e dalla pubblica amministrazione, di cui Donato Menichella è tra i primi ideatori e artefici.
Più in particolare, lo spettacolo mette in scena i punti salienti dell'attività di Donato Menichella dal suo incontro, nel 1994, con il capitano Andrei Kamark rappresentante della Commissione della Cassa per il Mezzogiorno con Giordani, fino all'incarico di Governatore della Banca d'Italia e alla sua pensione.


9 dicembre (Teatro di strada)
"Uccelli"
con la Compagnia Teatro P

Io vorrei, per un poco di tempo,essere convertito in uccello, per provare quella contentezza e letizia della loro vita. (Giacomo Leopardi)
In un paese del pianeta terra, da molti anni non si vedono volare nel cielo uccelli di nessun genere. Scomparsi per mano dell'uomo, all'improvviso le strade e le piazze vengono invase da strani uccelli, forse provenienti da un altro pianeta. Il protagonista, un patetico cacciatore, trascina la sua donna legata ad un guinzaglio e va alla ricerca di questi sconosciuti uccelli. Non appena li trova li sfida nel cercare di affermare la propria volontà. È l'eterna lotta tra il bene e il male: gli uccelli hanno il sopravento sull'uomo e danno allo spettatore coinvolto in un giocoso rituale, un segnale ed una speranza di un nuovo mondo, un mondo alternativo dove si può vivere in concordia e pace.Ma perché accontentarsi di pace e di riposo quando si potrebbe ottenere il dominio del mondo intero?


14 dicembre (Teatro Umberto)
"La pecora nera"
di e con Ascanio Celestini -

Raccolgo le memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po' come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com'era fatta un'isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com'era una strada verso l'Oriente o attraverso l'Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli.
Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l'imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell'immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio.Ascanio Celestini


Inizio spettacoli ore 21

 
 

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