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Lo spettacolo è tratto dai racconti di Giuseppe Marotta e - sottolineando il continuo gioco di rimandi tra cinema e teatro che è stato, in qualche modo, il leit motiv di questa Stagione di Prosa - nel 1954 Vittorio De Sica ne trasse un celebre film ad episodi. Questa versione teatrale, curata da Gianfelice Imparato e da Armando Pugliese, rimane fedele allo spirito dell'opera di Marotta che racconta la "sua" Napoli tra ironia e malinconia, gioia e frenesia, tragedia e comicità. I tanti personaggi che popolano la scena costituiscono un microcosmo di umanità vinta ma non rassegnata che sa trovare nella "leggerezza" e nell'arte dell'arrangiarsi motivo di sopravvivenza. La scenografia richiama i vecchi teatrini di tradizione: teloni dipinti, velarini, elementi sospesi alle corde illuminati da un sapiente gioco di luci che circoscrivono lo spazio scenico dell'azione dove vengono rappresentati quadretti di vita quotidiana. Ma, al di là della moltitudine di stereotipi comuni a tanta letteratura, attraverso un gioco di astrazioni e trasparenze questo allestimento è in grado di restituirci l'anima di Napoli nella sua nudità, spazio privilegiato per eccellenza dove da secoli si gioca l'eterna "commedia umana". LA SCHEDA INFORMATIVA Un unico caseggiato, uno di quei caseggiati napoletani dove convivono ancora tutti gli strati sociali della città, popolato da personaggi le cui vite si rivoltano su se stesse, drammatiche o grottesche. E che noi sbirciamo come fossimo davanti ai pastori di un presepe che affaccia sul mare, ma pieno di grotte ed anfratti, dove il sole difficilmente entra. Da quei balconi e da quelle finestre emana un respiro comune, ferocemente teso alla sopravvivenza, cinico e dolente, ma anche garbatamente ironico. Mio padre mi raccontava la sera delle lunghe chiacchierate con Marotta sul lungomare, quando riflettevano su quella che era la Napoli che avevano lasciato e su quella che avevano poi ritrovato dopo la guerra. Tutti i suoi libri giravano per casa: i romanzi, il teatro scritto insieme a Randone, i racconti. |