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Lorenzo Insigne, nuovo vicerè di Napoli: da ambulante a eroe

lunedì 5 ottobre 2015

insigneCon la doppietta di domenica è giunta finalmente la consacrazione: Lorenzo Insigne da Napoli, dopo una carriera a strappi, è diventate il nuovo vicerè di Napoli, protagonista assoluto con una doppietta – definirla d’autore è dire poco – nel terremoto azzurro che ha distrutto il Milan di Mihajlovic e lanciato in orbita la squadra di Sarri. Ma, come vedremo, la carriera dello «Scugnizzo» non è stata una passeggiata di salute (a cura di Matteo Cruccu, ilcruccu@twitter.com)

Lorenzo nasce nel 1991 a Frattamaggiore, popoloso comune nello sterminato hinterland di Napoli, secondo di quattro fratelli, tutti devoti al pallone per «colpa» del padre Carmine, calciatore dilettante in gioventù. Cresce in una piccola società del casertano, Olimpia Sant’Arpino. E quando non gioca fa l’ambulante al mercato di Fratta.

A quindici anni viene notato dal Napoli, comprato per 1.500 euro e arruolato prima negli Allievi e poi nella Primavera. Con cui fa nel 2008 fa mirabilie: 15 gol che gli valgono l’esordio in prima squadra con Mazzarri nel 2010.

Il ragazzo però, nel gennaio 2010, viene a mandato in giro per l’Italia a fare esperienza: prima alla vicina Cavese, in Lega Pro, dove non si fa notare per particolari prodezze.

E poi al Foggia, sempre in Lega Pro, nel 2010-2011. E qui le cose vanno ben diversamente: diventa un pupillo di Zeman, ritornato allenatore dei pugliesi dopo gli anni d’oro, i ’90, ed esplode segnando 19 gol in 33 presenze.

Il boemo se lo porta a Pescara, in B, l’anno seguente. Insieme a Immobile , 46 gol in due, (e con Verratti dietro le punte) forma un trio delle meraviglie che trascina gli abruzzesi in Serie A.

A questo punto, il Napoli, dopo averlo mandato in prestito, se lo riprende. Mazzarri, dopo averlo ignorato negli anni precedenti, finalmente lo considera e lo schiera praticamente sempre.

In una settimana due grandi gioie: l’11 settembre 2012 arriva l’esordio in azzurro con Prandelli, un rapporto, quello con la Nazionale, che in realtà sarà sempre un po’ episodico.

E, il 18, segna il primo gol in Serie A, contro il Parma: a fine stagione saranno cinque.

Il 31 dicembre intanto Lorenzo convola a nozze con Genoveffa «Jenny» Darone, da cui avrà due figli, Carmine e Christian.

E il quarto dei cinque gol di stagione lo realizza contro il Palermo, il 13 gennaio del 2013: negli ultimi sei minuti gioca col fratello Roberto, un evento che in maglia azzurra non accadeva da oltre 75 anni. Dopodiché anche Roberto, come Lorenzo, inizierà a girare in prestito come una trottola. Ora è all’Avellino.

Nel 2013-2014, con Benitez, all’inizio il rapporto è un po’ stentato. E Lorenzo viene pure beccato dai fischi dei tifosi, meno indulgenti con lui, perché «di casa».

Poi però migliora decisamente: Insigne segnerà in tutte le competizioni e sarà decisivo per la vittoria in Coppa Italia, realizzando una doppietta nella finale con la Fiorentina.

Un finale in crescendo che gli vale la convocazione al Mondiale brasiliano: nelle partite di preparazione incanta, ma poi al momento decisivo Prandelli non lo considera, salvo concedergli una mezz’ora nella disastrosa sconfitta con il Costa Rica.

Il 2014-2015 è un anno maledetto: in novembre si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Starà fuori cinque mesi e saranno lacrime quando, indossando la fascia da capitano, tornerà al gol con la Sampdoria il 4 aprile. In estate Benitez se ne va al Real e arriva Sarri. Cinque gol in otto giornate con l’ex tecnico dell’Empoli. Lo «Scugnizzo», adesso, non si pone più limiti.

 

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