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Campionati Mondiali Cadetti di Judo: dalla periferia di Napoli le medaglie che regalano oro e argento all’Italia

lunedì 10 agosto 2015

GIOVANNISARAJEVO – Piange Giovanni Esposito con la sua faccia da bambino. Esulta Biagio D’Angelo, la faccia da scugnizzo, il ciuffo ben modellato.  Oro e argento. Melito e Scampia. Periferie di Napoli.  Sono queste le periferie esistenziali tanto care a Papa Francesco dove dare una “possibilità”… mette le ali alla speranza. Parte da qui l’avventura di questi due ragazzi; difficile testimoniare come la speranza arrivi da uno sport “minore” di “periferia”, come il judo.

In queste periferie esistenziali e sportive come ce ne sono tante in Italia si lavora nel nascondimento e nel sacrificio e quasi mai si conquista le prime pagine ed i titoli altisonanti. In queste periferie, dove non circolano auto lussuose e stipendi da capogiro come per calciatori sempre meno campioni e sempre più bambini viziati, ci sono padri che di mestiere fanno ben altro e il pomeriggio li ritrovi dentro uno spogliatoio, spazzolone in mano, a pulire docce e pavimento. Sì, perché magari nella società sportiva messa su in paese, funziona così. I dirigenti, a turno, si occupano della pulizia dello spogliatoio e di mille altre cose. Oppure c’è il segretario scolastico che nel pomeriggio gestisce il magazzino e corre dietro a tutti i ragazzi, distribuisce le bottigliette d’acqua e fascia caviglie doloranti. E poi ci sono le mamme soprannominate “miss lavatrice” che quando il borsone resta lì, con le maglie piene di fango, e nessuno se lo prende, c’è sempre quella, che, al suo balcone, stende 11 magliette ad asciugare.

BIAGIOStorie di periferie. C’è una frase, scritta a mano, su un muro dei sotterranei della “Vela celeste” a Scampia: “Cerca le meraviglie nascoste nelle persone”. Qui se ne trovano. Qui sono nati Papà Giovanni e il figlio Giuseppe: Sydney 2000, lo scugnizzo judoka di Scampia che strappò la finale allo sfidante brasiliano, entrando nella storia. Qui, alla loro scuola è cresciuto uno dei protagonisti della giornata di ieri, Biagio D’Angelo che ha conquistato nei Campionati Mondiali Cadetti di Judo a Sarajevo, l’argento nei 50 kg. Il sedicenne è cresciuto infatti allo Star Judo Club di Gianni Maddaloni, a Scampia. S’è arreso in finale al gigante kazako Ystybay, ma nel 2015 non è mai sceso dal podio.

 In queste periferie, in queste palestre, di grandi giri di denaro, di risultati da inseguire ad ogni costo, non si vede nemmeno l’ombra. Questa volta però c’è qualcosa che “luccica” come la prima medaglia d’oro italiana di Sarajevo 2015, teatro dei Campionati Mondiali Cadetti di Judo, che parla napoletano grazie alla vittoria di Giovanni Esposito, 17enne di Melito. Esposito è diventato campione mondiale di Judo, classe cadetti, categoria 66kg, battendo il georgiano Bagrati Niniashvili con un ippon a 10 secondi dal termine della finale. In semifinale aveva eliminato il campione del mondo in carica, il turco Bilal Çiloğlu. Esposito ha stabilito un altro record, è il secondo judoka italiano di sempre a vincere un titolo iridato. Il primo era stato il fratello maggiore, Antonio, due anni fa. Una famiglia di fenomeni: “È un sogno, vincere i mondiali dopo mio fratello è un sogno”, ha detto incredulo il diciassettenne di Melito, a cui sono andati i complimenti del ct Moraci: “Giovanni è il simbolo della squadra italiana, ha dimostrato di credere sempre nel risultato”. Entusiasta anche il fratello, Antonio: “Deve crescere ancora tanto, ma sul tappeto non molla mai”. Accanto a Giovanni Esposito e Biagio D’Angelo anche Sofia Petitto, che ha conquistato la medaglia d’argento.

Il judo napoletano guarda però già avanti, alle Olimpiadi di Tokyo 2020 ed a quelle che potrebbero essere assegnate a Roma nel 2024 presentandosi appunto con i due talenti: Esposito e D’angelo.  Ma si guarda anche al futuro prossimo dei Giochi 2016 con i senior: Antonio Ciano, Marco Maddaloni, Vincenzo Di Guida e Susy Galeone che sono le speranze partenopee per Rio de Janeiro. A Rio 2016 punta ovviamente anche la più grande promessa del Judo italiano. Questo titolo mondiale arrivato ieri è infatti il coronamento di una stagione da ricordare: Esposito ha già in bacheca un oro ai Giochi Olimpici Europei, un titolo italiano e un bronzo europeo. E l’Italia  punta anche su un’altra ragazza di Melito, Patrizia Liuzzi, recente campionessa europea juniores di lotta libera.

Talenti cresciuti nelle palestre delle periferie, il vero punto di forza dello sport cittadino ed ora nazionale. Lo sport di periferia non è qualcosa di piccolo o di meno importante. E’ anch’esso una sfida. Solo sostenendo, accompagnando, valorizzando questo straordinario universo si può pensare di fare grande lo sport di domani.

Luisa Loredana Vercillo

 

 

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