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Massimo Cristiano replica a Rosario Piccioni: “E’ un tifoso dello scioglimento del Comune”

mercoledì 8 novembre 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Di seguito la nota del consigliere comunale Massimo Cristiano in replica al consigliere Rosario Piccioni. “Ovviamente non poteva mancare l’intervento dell’ ex assessore della Giunta Speranza, che al pari di un tipico orologio svizzero interviene maldestramente anche sulla questione dello smantellamento del campo abusivo di Scordovillo. Naturalmente, ai lametini non importa nulla della vacue disquisizioni di personaggi dalla memoria corta, ma interessano i fatti. In ogni modo, dalle sue parole si evince chiaramente tutto l’astio che si annida all’interno di quelle persone che appartengono alla sinistra estrema e che si richiamano ai valori negativi dello scorso secolo. E’ davvero palese il tifo esagerato per lo scioglimento del Comune, senza pensare minimamente alle ripercussioni pesanti per i lametini, quali l’ipotetica perdita del posto di lavoro per 250 famiglie della Multiservizi, frutto dell’inevitabile taglio dovuto alla condizione di predissesto.

Un tifo che deriva, evidentemente, da una collera generata dalla sconfitta elettorale del 2015. Eppure lo smemorato Consigliere dimentica che dovrebbe ringraziare a vita il Sindaco Paolo Mascaro per non aver dichiarato il dissesto economico dell’Ente, che avrebbe reso non candidabile sia lui che i sui compagni per 10 anni. Rammentiamo il falso in bilancio della bolletta dell’acqua da 14.000.000 sparita dai bilanci comunali, e che oggi questa amministrazione è stata costretta a rateizzare con 700.000 euro all’ anno sottratti alla collettività. Troppo semplice governare sulle spalle dei lametini lasciando i debiti all’attuale amministrazione, che opera  in un piano di predissesto. Ci vuole molto coraggio davvero per parlare di Scordovillo, quando la tua amministrazione ha finanziato per anni ed anni cooperative fino a 100.000 euro all’ anno con politiche di integrazione che la Procura della Repubblica nel 2011 ha definito fallimentari. Perché non lo hai almeno provato a smantellare tu il campo rom? Perché invece di dettare noiose lezioni di buona politica e moralità non spieghi alla Città come assegnare immobili comunali in data 3 giugno 2015, ovvero la tua Giunta deliberava in pieno ballottaggio. Come dobbiamo definire questo passaggio?

Per restare in tema di rom, che fine ha fatto il progetto “Chance” da 504.000,00  finanziato per pseudo progetti di integrazione dei rom,  alla fine risultato utile solo per chi ha usufruito del progetto, con risvolti pari allo zero in termini di integrazione. Sono tre anni che ti chiediamo di rendere conto dei “famosissimi 20.000 euro” deliberati ad personam all’ex dg D’ambrosio dalla tua Giunta? Spiega a lametini la finalità di questi soldi, che hanno contribuito a portare dritti alla condizione di attuale di predissesto. Perché hai una continua attenzione verso la gestione dei parchi urbani? Che oggi sono gestiti a costo zero, mentre con te assessore al verde si spendeva 100.000 all’anno senza nemmeno rasare il prato? ( vuoi che ti invio le foto?), parli poi  di Ginepri dove un gruppo di volontari disoccupati lametini, a costo zero, ha restituito alla collettività, trasformando  un luogo di ricettacolo e prostituzione in un luogo si attrazione per bambini e famiglie. Sicuramente queste cose per chi è abituato a finanziare attività private con i soldi pubblici sono cose marziane. E’ certo che la politica della precedente amministrazione, ha ricevuto una doppia bocciatura: una istituzionale da parte della Corte dei Conti, che ha certificato il maxi debito dal oltre 50.000.000 di euro e la seconda da parte dei lametini alle recenti elezioni comunali. L’impegno e la determinazione nel replicare ad Mtl ci sarebbe piaciuta vederla negli anni del governo precedente e forse i lametini oggi non pagherebbero una serie di deficit. La delibera n° 193 purtroppo per te è reale, ed è l’inizio di un percorso concreto che vedrà da un lato l’impiego di ruspe per abbattere i manufatti abusivi e dall’ altro la possibilità per i tanti bambini che oggi vivono in condizione disumane, di poter uscire definitivamente dal ghetto anche con l’ausilio di parrocchie e associazioni di promozione sociale”.  

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