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Mobilità sanitaria, approvato accordo in Commissione salute

Continua il lavoro di monitoraggio da parte della Regione sulla delicata vicenda della mobilità sanitaria. Nella riunione della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, che si è svolta ieri a Roma e alla quale ha partecipato il delegato della sanità Franco Pacenza, è stato infatti approvato, in sede di Commissione Stato-Regioni, l’accordo interregionale in materia di mobilità sanitaria aggiornata al 2018.

Si tratta di regole tecniche che, ai sensi del Patto per la salute 2014/2016 e nelle more del rinnovo del Patto stesso, si è proceduto all’aggiornamento.

“È stata proprio la Calabria  – ricorda Pacenza –  che lo scorso mese di febbraio, sull’annualità 2017, ha sollevato le gravi distorsioni, opportunismi ed abusi che furono riscontrati dentro i flussi di mobilità sanitaria. Con il nuovo accordo definito nell’incontro di ieri sono state introdotte una serie di accorgimenti tesi a contrastare prestazioni sanitarie in regime di inappropriatezza. Nello specifico, sono state esplicitate in modo inequivocabile le tipologie di prestazioni di alta specialità, di in regime ospedaliero, di day hospital e ambulatoriali avendo a riferimento e a vincolo proprio l’appropriatezza delle prestazioni. Si è confermato – prosegue il delegato alla sanità –   il sistema dello scambio dei dati tra le regioni, le eventuali contestazioni della regione di residenza del paziente e le rispettive controdeduzioni. Tutto ciò prima di dare corso alle procedure di addebito. È stato fatto sicuramente un passo avanti – rimarca ancora Pacenza – che rende più trasparente l’intero procedimento. Ma il vero obiettivo rimane un Piano straordinario nazionale che affronti il delicato fenomeno della mobilità sanitaria. Il rinnovo del Patto per la salute 2019/2021, sul quale è aperto il confronto con il Ministero, deve essere il luogo deputato per mettere in campo una strategia adeguata. C’è bisogno di strumenti e di interventi economici a sostegno – sostiene infine con forza Pacenza – che rafforzino l’intero sistema sanitario meridionale che negli anni è diventato, anche per le sue inefficienze e inadeguatezze, la stampella delle regioni del Centro-Nord”.

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