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Consorzi di bonifica, D’Ippolito (M5S) interroga il ministro Tria: “Illegittime da 10 anni le riscossioni dei contributi”

Sulla riscossione dei contributi da parte dei consorzi di bonifica, il deputato M5s Giuseppe d’Ippolito ha interrogato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, chiedendo «quali iniziative di competenza intenda assumere per impedire il protrarsi dell’illegittima» procedura, cioè «l’iscrizione nei ruoli esattoriali, spesso affidati a concessionari, e la notifica di cartelle di pagamento», in realtà abrogata, per come ribadito «dalla giurisprudenza tributaria», «da quasi dieci anni» dal «Decreto legislativo 1 dicembre 2009, n. 179».

Nell’interrogazione è andato giù pesante il parlamentare 5stelle, già legale e collaboratore di Beppe Grillo nella lunga battaglia a favore dei consumatori contro multinazionali e ingiusti arricchimenti. Ciò, ha scritto il parlamentare 5stelle con riferimento all’iscrizione nei ruoli esattoriali da parte dei consorzi di bonifica, «è di grave nocumento per i possibili contribuenti, giacché provoca un’inversione nell’esercizio dei loro diritti di difesa, essendo costretti quest’ultimi a impugnare le cartelle allorquando la richiesta dei contributi è priva dei presupposti».

Nello specifico, ha argomentato D’Ippolito al ministro Tria, «la riscossione dei contributi era prevista dal secondo comma dell’art. 21 del Regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215». Tuttavia, ha precisato il deputato, «al punto 385 dell’Allegato 1 del D.Lgs. 1 dicembre 2009, n.179, recante “Disposizioni legislative statali anteriori al 1 gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, a norma dell’art. 14 della L. 28 novembre 2005 n. 246”, l’art. 21 non compare tra quelli, del R. d. 215/1933, di cui il legislatore ha voluto mantenere la vigenza, decretandone così, inequivocabilmente, la sua abrogazione, con conseguente cessazione, a far data dal 2009, del potere dei consorzi di riscuotere i contributi a mezzo ruoli, cartelle di pagamento e concessionari».

Secondo il parlamentare, la normativa vigente dal 2009 impone che sia «il consorzio obbligato a sottoporre, prima, all’autorità giudiziaria tutti gli elementi a fondamento della propria pretesa, per vedersela riconosciuta anche in fase coercitiva». Dopo anni di silenzio, con D’Ippolito il Movimento 5stelle intende, chiamando in causa il ministro dell’Economia, «chiarire definitivamente lo stato attuale della normativa» sui contributi per i consorzi di bonifica. Da qui potrebbe aprirsi tutto un capitolo per il ritorno di somme enormi nelle tasche dei «proprietari degli immobili» interessati.

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