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Vitalizi, Alessandro Cordiano (FI) scrive lettera aperta a Fittante

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Di seguito la lettera aperta che Alessandro Cordiano (già Vice-coordinatore FI Lamezia Terme) ha rivolto a Costantino Fittante.

“Egr. Sig. Fittante,

ho letto le sue parole rivolte al Ministro Di Maio in una lettera aperta e pubblica in cui difende orgogliosamente “non il vitalizio in quanto tale, ma la sua storia, i suoi sacrifici, il suo impegno, la sua dedizione alla politica e alle Istituzioni delle quali si onora di aver fatto parte, adempiendo a funzioni pubbliche con disciplina ed onore”.

Di questo mi complimento con lei.

Da cittadino lametino, calabrese ed italiano rimango, tuttavia, esterrefatto ed indignato, laddove evidenzia la sua personale offesa e quella dei suoi colleghi ex parlamentari per le dichiarazioni di un Ministro della Repubblica che per la prima volta, andando anche contro i suoi eventuali privilegi ancora consentiti da una legge dello Stato, parla dei vitalizi non come “diritti acquisiti”, ma come “privilegi rubati”.

Personalmente non credo che l’On. Di Maio abbia voluto tacciare i suoi predecessori quali “ladri”, ma neanche come “complici” quegli elettori che hanno espresso democraticamente la loro preferenza su chi, come e perché ritenessero idonei a rappresentarli in Parlamento.

Semplicemente, il gioco di parole utilizzate dal Ministro andrebbe rivisto in chiave più profonda, senza sentirsi lesi nella dignità personale: purtroppo i vitalizi sono ancora oggi diritti giuridicamente acquisiti, ma solo perché previsti da una legge balorda e sfido chiunque abbia un minimo di moralità a voler negare che sono ancor di più dei privilegi ingiustificati che hanno il sapore dello schiaffo in faccia alla povertà e a chi, dopo 40 anni di duro lavoro, si ritrova con una misera pensione di poche centinaia di euro. Aggiungerei, un’offesa all’intelligenza del popolo italiano e una delle tante storture politicamente create ad hoc, che ha prodotto col tempo una nuova  generazione di giovani senza lavoro e precari a vita che, allo stato attuale, non possono sognare neanche uno stipendio base stabile per metter su famiglia, figuriamoci un vitalizio.

Non penso che le mie parole possano esser replicate, ma conoscendola, sicuramente risponderà alla mia lettera. E se anche dovesse farlo un suo collega ex parlamentare percepente il vitalizio o peggio ancora un attuale parlamentare che non voterebbe mai a favore dell’abolizione dei vitalizi, vi prego volervi attenere alle mie considerazioni senza dilagare e spiegandomi analiticamente e in maniera sufficientemente convincente il perché un uomo pubblico e di Stato debba esser detentore di tale privilegio.

Sa meglio di me che nessuno potrà mai dimostrare nelle sedi opportune che i vostri vitalizi sono “privilegi rubati”,  proprio perché diritti acquisiti previsti da una norma. Ma sono pur sempre “privilegi”, a cui il termine “rubati” accostato e proferito dal Ministro Di Maio assume una valenza solo giuridicamente impugnabile, ma eticamente più che condivisibile se discusso tra persone intellettualmente oneste”.

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