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Riflessione su infrastrutture e mobilità in Calabria con Tilde Minasi

Il nostro blogger, ing. Marco Foti, intervista l’avv. Minasi, candidata al Senato con la Lega nelle ultime elezioni, sui temi strettamente di attualità afferenti alle infrastrutture calabresi ed alla mobilità dei cittadini.
 
Buongiorno avvocato, innanzitutto la ringrazio per la sua disponibilità ed inizio subito a chiederle: cosa ne pensa dello stato infrastrutturale stradale della regione Calabria?
La ringrazio per l’opportunità di esternare alcune riflessioni su una tematica che condiziona la crescita della nostra regione, soprattutto per ciò che riguarda le aree interne e montane, la maggior parte poco collegate, non agevolmente raggiungibili, con tutte le conseguenze del caso e le problematiche che ne derivano. Certo, l’argomento sarebbe da sviscerare in maniera molto approfondita, ma ovviamente stiamo tracciando delle linee guida generali in base allo spazio che un’intervista ci concede. Innanzitutto, a parità di risorse investite in infrastrutture in Italia, la Calabria sconta una arretratezza di circa 20 anni. I prossimi investimenti in Calabria prevedono fondi per il solo ammodernamento della 106. È di questi giorni la notizia che il presidente della nostra Regione ha incontrato l’AD di ANAS per discutere di una proposta per la realizzazione, in variante al vecchio tracciato della SS 106, del nuovo collegamento tra Crotone e Simeri Crichi. Mi sembra che si stia discutendo  di proposte che, però, non sono certo sufficienti a colmare un gap storico, atavico ed evidente, mentre tutto il resto delle infrastrutture calabresi è poco moderno ed efficiente.
 
Quali sono, a suo avviso, gli strumenti da adottare per superare questa (lunga) fase di empasse?
Allo stato attuale occorre lavorare esclusivamente sul livello dei servizi, oggi ai minimi storici. Volendo immaginare un percorso, a titolo di esempio, ci si potrebbe indirizzare verso esperienze positive già collaudate. Potrebbe essere un’istituzione autonoma ed indipendente, emanazione dell’Amministrazione regionale. Una sorta di “Calabria Infrastrutture”: in altre realtà come il Lazio, il Fiuli venezia-Giulia, il Veneto, queste esperienze funzionano bene, potrebbero, adeguatamente concepite, funzionare bene anche in Calabria. Soltanto in questo modo si superano le difficoltà di gestione dovute ad una governance difficile ed articolata. Il concetto da trasmettere è che dobbiamo maggiormente responsabilizzare stakholders e politici.
 
Cosa si aspetta a breve e lungo termine?
Intanto sarebbe già un passo avanti significativo dare concretezza realizzativa ai progetti già finanziati e finalizzati allo sviluppo dell’accessibilità esterna ed interna, alla promozione di soluzioni (e non azioni strategiche) di mobilità urbana sostenibile e di un TPL ancorato ancora alle vecchie concessioni (trasformati d’ufficio in contratti di servizio). Laddove l’impegno economico non dovesse, al contrario, sorreggere gli interventi dobbiamo intervenire sul livello dei servizi, a partire dai sistemi di trasporto collettivo (gomma, ferro, mare). Vorrei ricordare che nella nostra regione, giornalmente, si spostano sistematicamente (da casa a scuola o ai luoghi di lavoro) 812 mila persone e nell’Area dello Stretto la mobilità è di poco inferiore a 5.000 spostamenti giornalieri, tralasciando il flusso continuo veicolare che si registra tra Villa e Messina.
 
La ringrazio ancora per la sua disponibilità ed in bocca la lupo per il futuro.
Vorrei, prima di chiudere questa intervista, evidenziare ulteriormente che l’elevato divario in termini di dotazione infrastrutturale e qualità dei servizi che abbiamo in Calabria, oltre a limitare le possibilità di incremento delle imprese e a deprimere le condizioni sociali, costituisce un elemento di criticità per la crescita. Per questo motivo auspico nel prossimo (breve) futuro, dopo la fase di pianificazione coordinata della politica dei trasporti avvenuta con la realizzazione del Piano Regionale dei Trasporti in Calabria, l’avvio di soluzioni tali da garantire la mobilità dei cittadini, motore di sviluppo fondamentale dell’economia.
 

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