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Antonello Cariglino (MNS): “Perché una città di settantamila abitanti non si è dotata di un apparato amministrativo qualificato ed efficiente”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Tecnici del Comune di Catanzaro affiancheranno i Commissari chiamati ad amministrare Lamezia Terme, nella progettualità legata ai fondi europei di Agenda Urbana. La notizia ha, come di consueto, provocato prese di posizione a volte puramente campanilistiche o di propaganda elettorale, senza una riflessione seria sulle motivazioni della scelta”. Così il commissario cittadino del Movimento Nazionale per la Sovranità, Antonello Cariglino.

“Per prima cosa bisogna chiarire che le scelte su come utilizzare i fondi sono scelte di carattere politico, non nel senso deteriore che il termine ha assunto oggi ma nel senso nobile di “governo della città”; tali scelte non dovranno essere quindi dei tecnici ma, in assenza di un’amministrazione eletta, dei Commissari. A questo primo chiarimento bisogna poi aggiungere che, a quanto ne sappiamo, la richiesta di affiancamento riguarderebbe solo l’aspetto amministrativo e sarebbe stata determinata dalla presa d’atto della carenza di personale dirigente adeguatamente preparato nello specifico settore”.

“Quello che dobbiamo chiederci tutti – suggerisce Cariglino – è perché una città di settantamila abitanti, che ripete ad ogni occasione che è la terza città della Regione, non si sia dotata di un apparato amministrativo qualificato ed efficiente. L’Amministrazione sciolta, guidata dal sindaco Mascaro, che pure non ha segnato una evidente discontinuità rispetto ai dieci anni di Speranza, in questo non ha nessuna responsabilità, perché nei due anni di vita, a causa del pre-dissesto finanziario non ha potuto fare alcuna assunzione o conferire incarichi dirigenziali. Per dieci anni la città è stata infatti amministrata dal centrosinistra guidato dal Sindaco Speranza e, in precedenza, per altri otto anni sempre dal centrosinistra a guida Lo Moro. Allora ricordiamo i tanti incarichi dirigenziali affidati dal Sindaco Speranza a presunti competenti arrivati anche da fuori regione o scelti in loco fra politici amici non rieletti. Questi “competenti”, che pare siano costati in dieci anni ben nove milioni di euro, quale bagaglio di competenze hanno trasmesso al personale che ha collaborato con loro? Visto il risultato la risposta è evidente! Viene fuori una realtà drammatica, frutto del tanto decantato “modello Speranza” che fra una parata e l’altra – conclude Cariglino – ha creato una voragine di debiti e destrutturato l’apparato burocratico-amministrativo, emarginato proprio dai superpagati dirigenti esterni”.

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