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Gianturco (Identità Nazionale): “Vergognosa riduzione acqua. Commissari trovino soluzioni”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “I cittadini di Lamezia ringraziano i vari sindaci per aver contratto enormi debiti con la Sorical e la Regione Calabria e per non aver fatto rispettare il concetto che l’acqua è un bene di prima necessità e che non può essere strumento per miseri ricatti fra enti.”  E’ quanto afferma Mimmo Gianturco, segretario di Identità Nazionale, a seguito dell’interruzione del servizio idrico, nelle ore serali, in gran parte della città.

“La città di Lamezia – dichiara Gianturco – deve di nuovo convivere con l’incubo della riduzione del servizio idrico. Una padre di famiglia che torna a casa la sera, stanco per una giornata di lavoro, trova, senza alcun preavviso, i rubinetti di casa a secco. La situazione è inaccettabile, e noi non possiamo permetterlo”.

“Distacchi per morosità incolpevole, riduzione della portata idrica e continue rotture delle tubature, oramai obsolete – ricorda – hanno caratterizzato la vita dei lametini in questi ultimi anni, lasciati a secco nelle ore serali e nelle torbide giornate estive. Per questo dobbiamo ‘ringraziare’ le varie amministrazioni comunali che hanno contratto ingenti debiti con la Sorical e la Regione Calabria. Come ormai da prassi nella politica lametina, l’incapacità degli amministratori ricade sempre e solo sulle spalle dei cittadini”.

“La battaglia per un servizio idrico realmente pubblico, etico e di qualità per tutti i cittadini – continua –  si doveva fare prima e con i fatti da parte di chi era al governo a città. Invece per mesi abbiamo assistito a stupide scuse, proclami e continui scaricabarili. Bisognava usare il pugno duro sui tavoli regionali, così come abbiamo più volte proposto e come hanno fatto tanti sindaci di altre città della Calabria. Questi amministratori non sono stati capaci nemmeno di far rispettare il concetto cardine che l’acqua è bene comune e di prima necessità. Quanto succede a Lamezia e in Calabria, è la prova che c’è bisogno di un nuovo sistema pubblico di gestione del servizio idrico che garantisca a tutti il diritto umano ad avere accesso ad un’acqua potabile e di qualità”.

“A fronte di tutto ciò – continua – invito i commissari prefettizi ad individuare una celere soluzione è definitiva soluzione poiché un bene primario come l’acqua, non può e non deve più essere un misero strumento di ricatto fra enti”.

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