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Quaranta docenti universitari a Lamezia Terme per parlare di Mezzogiorno

sabato 25 novembre 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Circa quaranta tra docenti, ricercatori e intellettuali, da diverse università italiane, si incontreranno a Lamezia Terme sabato prossimo 2 dicembre dalle 10 alle 17, presso la sala sintonia della comunità Progetto Sud in Via Reillo, per parlare di Mezzogiorno, analizzando le attuali condizioni del Sud Italia e formulando proposte di cambiamento. L’incontro è promosso da un coordinamento culturale guidato dal professore Gianni Speranza, già docente del liceo scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme.

Dopo i saluti di don Giacomo Panizza, introdurrà i lavori Piero Bevilacqua, docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Nella stessa mattinata di sabato 2 dicembre, alle 9, il professore Bevilacqua parlerà della questione meridionale agli studenti del liceo classico Franceco Fiorentino.

L’incontro, che avrà un carattere prettamente culturale e non immediatamente politico, vedrà gli interventi, tra gli altri, dei docenti universitari Gianfranco Viesti, Domenico Cersosimo, Tonino Perna, Vito Teti, Pietro Fantozzi, Antonio Viscomi. Nei prossimi giorni, saranno comunicati gli altri interventi previsti.

Il focus sul Mezzogiorno parte dalla constatazione, evidenziata da Piero Bevilacqua in un documento condiviso da tanti docenti, intellettuali e cittadini, che mai come in questa fase storica il Sud Italia gode di una scarsissima rappresentanza a livello nazionale e di una rappresentazione della realtà meridionale superficiale e stereotipata.

Obiettivo del forum di sabato prossimo sarà quello di andare oltre la riproposizione dell’eterna “questione meridionale”, che tende a considerare il Sud un blocco indistinto dominato dalla criminalità organizzata, ma guardare alla realtà meridionale nei suoi tanti aspetti e nelle sue diverse prospettive. Il Sud non è solo arretratezza e stagnazione. Nel suo territorio sono attivi imprenditori dinamici, università qualificate, istituti di ricerca, centri culturali e artistici di prim’ordine, una gioventù studiosa che aspira a essere valorizzata e ad operare utilmente per il proprio Paese. Esso reclama perciò non gli “interventi straordinari” del passato. Ha piuttosto bisogno di un progetto politico e sociale che valorizzi i soggetti locali all’interno dei singoli luoghi, con investimenti pubblici non assistenziali.

L’auspicio è quello di costituire un Osservatorio del Sud, che costantemente rappresenti, in termini analitici e culturali le ragioni di questa parte d’Italia, ma senza mai perdere di vista le ragioni dell’intero Paese. In altri termini, parlare di Sud non con la retorica dell’emergenza o dell’eccezionalità, ma come questione nazionale, da affrontare senza ricette magiche ma con il concorso di tutte le forze e raggruppamenti culturali che oggi operano nel Mezzogiorno.

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