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Paolo Mascaro: “Lo scioglimento del Consiglio comunale sarebbe un attacco al nostro territorio. Noi la criminalità la contrastiamo con i fatti”

venerdì 27 ottobre 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Noi la criminalità la contrastiamo con i fatti e mettendoci la faccia” questo è in sintesi l’urlo di un sindaco arrabbiato che non ci sta alle conclusioni della Commissione ed è pronto a tutto pur di dimostrare che la sua è un’amministrazione pulita e trasparente, senza infiltrazioni mafiose.

Paolo Mascaro questa mattina ha incontrato la stampa e i cittadini nella sala consiliare di via Perugini, quello stesso Perugini che quasi 50 anni fa ebbe l’intuizione di unire i tre ex comuni di Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia per dar vita a quella che, secondo le sue previsioni, poteva essere una delle città più importanti della Calabria. Di tempo ne è passato, forse neanche tanto a dire il vero, solo 50 anni, il prossimo gennaio: una tappa che un comitato creato appositamente voleva degnamente celebrare a tutti i livelli. Ma qualcosa è andato storto anche questa volta. Quella stessa cosa, forse, che andò storto nel 1991 e nel 2002. Ancora non sappiamo come andrà a finire. Circondato dalla sua maggioranza e dai suoi assessori Mascaro ha fatto notare come “quella commissione antimafia che giustamente mette tra i primi punti rivelatori della sussistenza di infilitrazioni trova in Lamezia Terme l’esatto opposto di ciò che solitamente compie un’amministrazione anche solo indirettamente condizionata dalla mafia. Abbiamo 21 beni confiscati alla mafia: noi la criminalità la contrastiamo con i fatti e mettendoci la faccia.

Ma d’altra parte – ha proseguito – che questa fosse un’amministrazione che è di contrasto nettissimo alla criminalità, lo dimostrano anche le costituzioni di parte civile. Io vi farei un elenco e vi leggerei tanti nomi, dovreste stare un’ora con me per dimostrarvi tutte le costituzioni di parte civile che stiamo portando avanti, sfido chiunque a trovare un solo processo nel quale il comune di Lamezia non si sia costituito parte civile. Ricordate giorni addietro la polemica sui tanti che non si erano costituti parte civile nei processi contro la mafia. Anche quello è atto di coraggio e di intransigenza. Ma attenzione – ha evidenziato il primo cittadino – perché non ci si deve fermare alla costituzione di parte civile: voi ricordate il processo Spes? Una delle pietre miliari contro la criminalità. Voi ricordate che il processo Spes si è concluso con quella condanna con il risarcimento del danno al comune di Lamezia. Voi ricordate che già dal 2008 si poteva azionare la sentenza del processo Spes: sappiate che è arrivata la giunta Mascaro per azionare il risarcimento danni del processo Spes. Sappiate che a volte è troppo facile costituirsi parte civile, andare a fare i paladini dell’antimafia e lasciare nel cassetto per sette anni la sentenza del processo Spes. Sono fatti e io su questi fatti sono pronto al confronto con chicchessia. La criminalità e la mafia si combattono con fatti concreti”.

“Oggi avete un’amministrazione che usa i beni confiscati, che si costituisce parte civile, che agisce per l’esecuzione delle sentenze di risarcimenti danni, che va proprio al cuore della criminalità.

Il parco Gancia doveva essere intitolato a Tramonte e Cristiano e noi l’abbiamo fatto, con la nostra delibera, perché anche l’atto simbolico quando è accompagnato da atti veri diventa il corollario necessario per definire la situazione”.

“Voi sapete che quest’amministrazione non da soldi a nessuno, che ha tagliato tutti i rubinetti, ma nel tagliare tutti i rubinetti abbiamo ritenuto non farlo nei confronti del Festival Trame quale indicazione per la nostra gioventù, quale guida per la città di poter dire ‘identifichiamo Lamezia come città antimafia’, ebbene nel tagliare tutto ciò che si poteva tagliare ha mantenuto il contributo a questo festival”.

“Confrontiamoci sui fatti, sugli atti, noi siamo esempio in prima linea di contrasto alla criminalità – è stato il grido di Mascaro.

Nel corso della sua dettagliata documentazione, il primo cittadino ha analizzato e documentato il lavoro svolto in contrasto alla criminalità organizzata, per il ripristino delle regole di buona amministrazione e per il risanamento della situazione finanziaria.
Ha affrontato poi le tematiche di recente discussione quali Piano Spiaggia e REU Psc, la questione Sacal, le gestione dei rifiuti, l’urbanizzazione.

“Noi oggi andiamo avanti con determinazione assoluta – parlando a nome della sua maggioranza e dei suoi assessori – come se fosse il primo giorno, come se fosse l’ultimo giorno, come se fosse un giorno mediano tra il primo e l’ultimo. Non ci fermiamo. Continueremo a dare il nostro sudore affinché questa città possa crescere e non ci fermeremo assolutamente. Non sempre alla richiesta di scioglimento da parte della commissione segue uno scioglimento.

Non troveranno un atto nel quale si possa dire che la criminalità organizzata ha condizionato l’agire amministrativo di questo Comune”.

“Oggi – ha detto il sindaco avviandosi alla conclusione – si sta giocando il futuro dei prossimi 30 anni di questa città. Oggi lo scioglimento di questo Comune, oltre ad essere l’attacco al cuore della democrazia, sarebbe la morte del nostro territorio e della nostra Lamezia. Perchè in questo momento si giocano le partite decisive, si gioca il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Se l’amministrazione viene mandata via e arriverà la fredda gestione commissariale saranno i nostri nipoti un giorno a piangere quel momento. Noi oggi ci giochiamo tutto. Noi abbiamo la coscienza a posto”.

Candida Maione

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