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Treno della Memoria, Piccioni: “Per due anni totale silenzio dalla Regione”

martedì 20 dicembre 2016

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Per il secondo anno consecutivo, considerato che ormai sul territorio di Oliverio non c’è traccia e avere un appuntamento è diventato difficile come vincere a una lotteria, ho segnalato a mezzo Pec al Presidente della Regione, nonché al consigliere regionale delegato per le politiche giovanili Gianni Nucera e al dipartimento competente, la possibilità per la nostra Regione di partecipare al progetto del Treno della Memoria che, da diversi anni, offre agli studenti italiani l’occasione di visitare i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau.

Ho proposto di aderire al progetto sfruttando le opportunità della programmazione comunitaria 2014-2020, in particolare attraverso i fondi destinati alla scuola e all’educazione. Per due anni non ho ricevuto alcuna risposta e anche quest’anno si è persa una bella occasione per le ragazze e i ragazzi calabresi: le adesioni sono ormai chiuse da inizio dicembre e la Regione non ha aderito.
Il silenzio totale della giunta regionale, su una proposta di alto valore educativo che registra da anni tantissime adesioni in tutta Italia, è un segnale negativo verso tanti giovani che avrebbero voluto vivere questa esperienza insieme a studenti e scuole di tutta Italia. Ed è un fatto altrettanto grave, da quanto ci risulta, che abbiano aderito al progetto pochissimi enti locali nella nostra Regione. Ciò significa che le scuole o le associazioni che vorranno partecipare dovranno farlo autonomamente, senza alcun sostegno economico. Eppure, come è stato fatto dalla Regione Puglia negli anni scorsi, c’era la possibilità di investire nel progetto senza sottrarre risorse al bilancio della Regione o dei Comuni, ma utilizzando i fondi europei. Ma evidentemente per questa amministrazione regionale non è una priorità. Oppure è l’ennesima dimostrazione di una assoluta incapacità.
E voglio sottolineare con un certo imbarazzo la mancanza di risposte e l’assenza di comunicazione da parte della Regione che avrebbe almeno dovuto rispondere non al sottoscritto in quanto tale, ma a un consigliere comunale della terza città della Calabria. Non un rifiuto della proposta, non una spiegazione: solo silenzio. E’ questa la politica di ascolto dei territori tanto sbandierata dalla giunta Oliverio?
A Lamezia per quattro anni, dal 2011 al 2015, il Comune ha partecipato al progetto dando la possibilità a oltre 200 studenti lametini di vivere l’esperienza del Treno della Memoria insieme agli studenti delle altre regioni italiane. Agli studenti, selezionati da parte di ogni istituto superiore della città in base a criteri di merito, è stato chiesto di partecipare solo con una minima quota alle spese del viaggio, quasi interamente coperte dal Comune.
La difficile situazione finanziaria del nostro Comune, come quella di tanti comuni italiani, oggi non ci permette di affrontare tali spese. Da qui l’esigenza di attingere ad altre fonti di finanziamento per dare continuità ad un’esperienza esperienza unica di crescita umana e civile per i giovani calabresi. In una Regione tristemente nota per le tante risorse non spese e rimandate a Bruxelles e dove in particolare quelli destinati alle scuole si perdono in mille rivoli di progetti e progettini, investire su un’iniziativa di respiro europeo come il Treno della Memoria significa dare ai nostri studenti un’occasione per allargare lo sguardo alla storia, all’Europa, attingere al passato per migliorare il presente.
Persa ormai l’occasione del Treno della Memoria, invito il Presidente della Regione e il consigliere regionale delegato alle politiche giovanili ad attivarsi per sostenere, nei modi possibili, quelle scuole e quelle realtà calabresi che vorranno partecipare al progetto. E anche da questi segnali che si capisce la visione di un’amministrazione regionale che non si limita all’ordinario, specie quando si tratta di spendere risorse importanti i fondi europei, ma punta su progetti di ampio respiro per la formazione dei giovani calabresi”.

Rosario Piccioni, consigliere comunale

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