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Lamezia Summertime, Piccioni: “Cambiate carte in tavola dalla Regione in pochi giorni. Vogliamo chiarezza”

martedì 9 agosto 2016 - 12:59
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imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – E’ assurdo che nel giro di pochissimi giorni, la Regione abbia ridotto il finanziamento per il Lamezia Summertime e per altri eventi e manifestazioni culturali di altri Comuni calabresi, che avevano partecipato al bando regionale pubblicato ad aprile con proposte qualificate, e siano stati riammessi progetti precedentemente esclusi perché sotto il punteggio minimo. 

Vogliamo vederci chiaro e, laddove vi siano elementi di illegittimità, andare fino in fondo anche coinvolgendo le altre realtà calabresi vittime di questa ingiustizia, dai Comuni alle associazioni. Non è una battaglia di campanile. Ben venga se in più parti della Calabria vengono sostenute manifestazioni di successo. Ma è doveroso chiedere a chi oggi guida la Regione un po’ più di serietà, perché che si concretizzi quel cambiamento tante volte annunciato e mai attuato. Quando si amministra la cosa pubblica, i criteri del rispetto delle regole, della trasparenza e della meritocrazia sono irrinunciabili e non si possono fare sconti a nessuno. Progetti culturali frutto di mesi e mesi di lavoro penalizzati per dare spazio ad altri che non avevano neppure ottenuto il punteggio minimo nella precedente graduatoria: così non va.
Stando a quanto dichiarato in conferenza stampa dagli organizzatori della rassegna, è giusto che il Sindaco valuti tutte le azioni necessarie per approfondire la vicenda. Così come è grave che, a quanto affermato dal Sindaco, che Oliverio e i vertici della Regione non abbiano voluto incontrare i rappresentanti dell’amministrazione comunale e gli organizzatori per dare spiegazioni sulla vicenda.

E’ davvero un segnale preoccupante. Se così sono andate le cose, significa che la tanto sbandierata “rivoluzione” della burocrazia alla Regione Calabria è ancora una chimera e la politica di ascolto dei territori tanto proclamata di Oliverio viene puntualmente sostituita dalla chiusura burocratica fredda e incapace di ascolto.
Vorrei soffermarmi solo un elemento dei due decreti, pubblicati a distanza di pochissimi giorni l’uno dall’altro, che appare incomprensibile e che potrebbe rendere il provvedimento illegittimo. Nel primo decreto del dirigente generale del 29 luglio, per quanto riguarda l’Azione 1 dell’avviso pubblico riguardante gli eventi culturali storicizzati, leggiamo che vengono ammessi provvisoriamente al contributo i progetti con punteggio da 86,50 a 71,00. Appena cinque giorni dopo, con il decreto del dirigente generale del 4 agosto, leggiamo che la Regione “ritenendo opportuno ampliare l’offerta culturale in Calabria” cambia idea e fissa “nella misura dell’50 per cento l’intensità di aiuto erogabile sul costo totale del progetto limitatamente all’azione 1 e dell’80% per le rimanenti azioni”. Tutto questo mentre nell’avviso pubblico emanato nel mese di aprile, per i progetti riferiti all’ Azione 1 era previsto un finanziamento fino all’80 % del costo del progetto. E sempre nel decreto del 4 agosto, leggiamo che i progetti ammissibili a finanziamenti non sono più quelli con punteggio tra 86,50 e 71, come nel decreto del 29 luglio, ma quelli con punteggio tra 86,50 e 64,50. Tutto ciò significa: meno finanziamenti ai progetti già approvati e la palese contraddizione per cui progetti che erano stati tagliati fuori perché non raggiungevano il punteggio minimo, sono stati “miracolosamente” riammessi. E ancora – assurdità delle assurdità – chiedendo alle associazioni di impegnarsi a realizzare lo stesso programma ma con meno risorse. Va bene ampliare l’offerta culturale, ma ci domandiamo: perché ci se ne accorge con questo ritardo, cambiando le carte in tavola nel giro di pochi giorni? Troppe cose non quadrano.
Non basta una semplice spiegazione tecnico-giuridica, ma serve calarsi nella realtà e capire che associazioni che avevano predisposto un programma con certi costi da sostenere, si sono ritrovate dalla sera alla mattina con un budget ridotto e con incredibili difficoltà da sostenere per riorganizzare il tutto. Ci sono tanti aspetti ancora da approfondire e nessuno vuole emettere subito sentenze di legittimità o meno. Ma su un punto dobbiamo essere chiari: questo modo di lavorare della Regione e della sua burocrazia soffoca lo sviluppo invece di promuoverlo, rende la vita un inferno alle associazioni e ai Comuni anziché sostenerli e incoraggiarli. Per non parlare dei tempi assurdi nella pubblicazione delle graduatorie. Come si fa ad allestire un programma e a riorganizzare il tutto in questi tempi? Segnale evidente di una macchina amministrativa regionale fuori dalla realtà.
Da parte nostra, sollecitiamo il Sindaco, come egli stesso ha già annunciato in conferenza stampa, a chiedere con forza che venga fatta chiarezza. Alle associazioni e alle realtà culturali che porteranno avanti il Lamezia Summertime, un grande grazie per lo sforzo e la dedizione che permetteranno anche quest’ anno a Lamezia di godere di belle serate di teatro, cinema e divertimento, un patrimonio ormai consolidato che merita il sostegno e l’incoraggiamento di noi amministratori”.

Rosario Piccioni, consigliere comunale

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